Ta piasa il sushi?

Ieri sono andata con la mia carissima amica M. al Mii Japan. Siccome io sono io e ogni viaggio a Milano è un’avventura, nonostante sia una pendolare da ben quattro anni, sono partita da casa convintissima di prendere il diretto delle 9.36, scordandomi completamente che il sabato i diretti non ci sono, così ho pirlato un’ora in giro finchè ho preso il regionale delle 10.17 e finalmente alle 11.20 approdo a Cadorna, dove incontro M. e ci dirigiamo verso un posto ignoto (nessuna delle due si era premurata di informarsi sull’ indirizzo). Grazie all’aiuto di A. che ci fa da navigatore e a un ignoto giovine che ci indica la via, arriviamo a destinazione. Il palazzo con un chiostro interno e tanta vegetazione fa da cornice a una piccola fiera il cui ricavato va alla croce rossa giapponese.

Tante cose interessanti, giriamo un pò, faccio un pò di foto e qualche video che mette in ridicolo M.,  che dà culate sulla balance board della Wii. Ci suggeriscono un pranzo a base di specialità giapponesi a temperatura ambiente (circa 9000°C), per cui optiamo per una gelato, ma non troviamo una gelateria nell’arco di un miglio, finchè non placchiamo due ragazze che ci dirottano alla gelateria Koko, chicchissima (leggi: scicchissima) e inaspettatamente a buon prezzo, dove M. mi rivela che quest’estate andrà a fare un viaggio coast-to-coast in India e il piattume della mia vita mi aggredisce alle spalle e mi stritola portandomi a divorare il gelato.

Nel pomeriggio assistiamo a varie rappresentazioni tra cui: acconciatura in stile giappo con un coiffeur del Kyushu, lezioni in lingua giappica, vestizione del Kimono, e infine cerimonia del tè. In tutto ciò un improbabile tizio che si arrogava il diritto di fotografare ogni singolo istante della manifestazione pretendeva di stare in prima fila e quando un addetto gli ha riferito che non poteva starci per la cerimonia del tè in quanto eccessivamente ingombrante, è andato su tutte le furie. Italianità.

In tutto ciò ho dato mail e cellulare falsi per avere un ventaglio di Tokidoki e preso una application form per la Yokohama school of Design (quando sarò ricca e avrò 12000 euro da spendere).

Se cambiassi idea sul mio futuro accademico e se avessi un pappone che mi finanzia potrei anche farci un pensiero…

2 pensieri su “Ta piasa il sushi?

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