The Times They Are A-changin’

Leggendo il blog di una persona che seguo da un pò, mi sono resa conto di come la società e i tempi stiano cambiando. In questo post la persona in questione si vedeva quasi costretta a giustificare  i suoi commenti sulle recenti elezioni; la critica principale era: tu di destra come fai ad approvare l’elezione di Pisapia e De Magistris?

La risposta era sinceramente quella che avrei dato io.  Ovvero che al di là del colore politico, una persona può mutare negli anni, cambiare opinione e il modo di vedere il mondo. Lui è nato di destra (famiglia e contesto socioculturale hanno dato una mano) e rimane di destra, ma ha acquisito la libertà di andare oltre, di conoscere persone e posti senza alcun tipo di vincolo e pregiudizio, godendosi quindi ogni esperienza in profondità.

Premettendo che sono di sinistra e che 22 anni di vita e ancor meno di coscienza politica sono quasi nulla, per anni mi sono considerata una fervente comunista con i classici tratti del comunista: avversa a quelli di destra (senza far molta distinzione), parità e possibilità per tutti ecc… poi la vita mi ha riservato tante sorprese e tanti dolori e ho un pò cambiato visione della vita, rendendomi conto che arroccarsi sulle proprie posizioni serve a poco, o meglio, serve se rimani nel tuo recinto e continui a sbattere le corna per tutta la vita contro la stessa asse di legno. Forse sono un pò cresciuta, ho aperto gli occhi e questa cosa mi è successa in un momento preciso: la prima volta che ho preso l’aereo. Fino ad allora avevo ero stata solo in Svizzera (3 minuti da casa mia) e in Turchia (ma avevo solo due anni e solo per far visita ai parenti) e mai in vita mia ero salita su un aereo. Viaggiando, frequentando aeroporti, città e persone, mi sono scrollata di dosso quel provincialismo tipico delle piccole città, mi sono un pò pucciata i piedi nel mondo e gradualmente distaccata dalla mentalità tipicamente italiana: un pò pregiudizievole, un pò qualunquista a convenienza, un pò razzista, un pò lazy (o almeno, dagli aspetti che della mentalità italiana più mi andavano stretti) per poi accorgermi che anche in altri paesi esiste il razzismo, i pregiudizi, i malaffari, ma esiste anche il buono, così come in Italia. Insomma il mio astio nei confronti del Bel Paese si è appianato, di pari passo con la mia apertura al mondo, soprattutto ora che sono in procinto di lasciarlo. Cambiare, vedere, viaggiare: questi sono diventati i miei comandamenti; l’unico modo per mantenere la mente allenata ed elastica.

Ora, da adulta, sono nè carne nè pesce, che per tanti può essere un punto morto, ma per me è un punto d’arrivo. Ovviamente non sarò mai un fascio o un militante di forza nuova (sarebbe rinnegare la mia natura), ma ho le mie idee che non possono essere racchiuse in un partito solo o in un cartello politico. Posso dire di essere tendenzialmente, ma criticamente di sinistra, e posso dire con certezza di essere libera  e in grado di scegliere per conto mio riservandomi il diritto di cambiare quante volte e come voglio.

E purtroppo, mia personalissima opinione, sono convinta che viaggiare e vivere in diversi posti renda una persona infinitamente più lungimirante, autocosciente, soddisfatta e oggettiva di una che per tutta la vita vive nel suo metro quadrato.

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