28.02.2009

E’ morta una persona.
Ogni giorno muoiono le persone,se non morissero il pianeta scoppierebbe.
E’ morta una persona vecchia.anziana.che ha vissuto una vita pienissima e lunga.
E’ appena appena trapassato.
Ha da poco lasciato questo mondo,ha cessato la sua esistenza fisica e di fatto ora non ha più ragion d’essere.

Cosa rimane di lui? Tutto.

Amici, parenti, conoscenti, estimatori che piangono la sua dipartita.
Fin qui ci siamo. Tutto normale…nei canoni.

Ma lui?

Lui che fine ha fatto? o meglio: dove è andato a finire?
Ha avuto paura?forse è vero quello che diceva Kirkegaard…che ad affrontare la morte si è completamente da soli,anche se sei attorniato da mille affetti,perchè sei solo tu che muori e gli altri ti guardano morire.

Di nuovo Kirkeggard.l’angoscia kirkegaardiana. L’angoscia di fronte e per il nulla.
Non si sa cosa c’è dopo la morte e questo la cosa che più spaventa e più è motivo di terrore cieco e irrazionale. Perchè la morte nessuno la conosce e nessuno ti può dire: “guarda ora devi fare così e cosà”.
Non sai cosa ti succede non sai dove vai non sai cosa farai per l’eternità, se un’eternità c’è.

Gli altri vanno avanti e tu no.
Tu ti fermi e il mondo continua a girare anche se tu non ci sei più.
Non potrai più vedere il mondo,l’avvicendarsi delle stagioni vedere maturare insieme a te le persone a cui tieni. Non berrai più l’amaro dopo il caffè e non potrai più scherzare con gli amici. Non potrai più ricevere e dare carezze. Guardare negli occhi i passanti e cercare di capire che vita fanno.
Non potrai più sapere come va la storia del mondo, cosa succede dopo il 28 febbraio del 2009.
Qual altre catastrofi colpiranno la Terra,se si risolverà la crisi economica, chi vincerà i prossimi mondiali.
Gli anni passeranno e non potrai farci nulla e la gente ti dimenticherà, ma non per cattiveria, solo perchè il tempo ammortizzerà il loro dolore che verrà rimpiazzato da una serena immagine di te che piano piano sbiadirà inevitabilmente.
Senza rancore.

Quali sono stati i tuoi ultimi pensieri, cosa hai visto, hai pianto, tremavi, potevi ancora ragionare.
Il cervello che emozioni produce in quei ultimi istanti…..
Ora dove sei, cosa stai facendo.

Io voglio vivere questo ultimo momento, voglio sapere cosa accade anche se poi non potrò più tornare indietro e non potrò dirlo a nessuno.

Lui ora lo sa e un’ insensata invidia per lui c’è.

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