Sweet dreams&Close Encounters of the Third Kind

Stanotte ho sognsto che la dashboard del mio blog era intasata di messaggi di un sacco di persone, le più disparate anche sconosciute, che commentavano qualsiasi mia frase. Un incubo. Per carità, mi fa piacere quando qualcuno mi chiede qualcosa o semplicemente apprezza quello che scrivo, ma non sono alla ricerca della fama, ma più che altro di un archivio dove stipare i miei pensieri, per andarli a rileggere tra qualche anno, tra qualche lustro e vedere come è cambiato il mio cervello. Bon, poi se qualcuno legge, buon per lui.

Poi ho sognato che dovevo partecipare a una gara di recitazione in cui io e un improbabile ragazzo dai riccioli d’oro dovevamo appunto recitare un piccolo dialogo e c’erano miei compagni di università e altri amici, e una giuria. All’inizio andava anche bene, ma poi la gente iniziava a ridere e io mi dimenticavo le battute e alla fine chiedevo cosa facesse tanto ridere e mi rispondevano che era una musica di sottofondo che li distraeva e le mie amiche si arrabbiavano e dicevano loro di stare zitti. Vabbè.

Nelle mie ore di camminata sostenuta mi capita vedere varie stranezze e fauna particolare, che mi fanno pensare che, al di là del marciume, a Sagnino (la frazione di Como in cui mi sono recentemente trasferita) vivono anche persone decenti. L’altro giorno, verso la fine della mia camminata, ho incontrato in un parco due pakistani che giocavano a badminton con una bambina dolcissima sui 3 anni che cercava di imitarli battendo un bastoncino a terra. Finalmente ho capito come si gioca a volano e mi è piaciuta tantissimo quella scena, uno spiraglio di normalità.

Ieri invece, una scena a dir poco esilarante. Stavo sputando i polmoni facendo l’ultima salita prima di tornare a casa e a un certo punto mi sento gli occhi addosso: in una camionetta militare (quelle classiche col telo verde) erano stipati una decina di ragazzi mormoni che stavano con gli occhi fuori dalle orbite e mi incitavano. Come se negli USA non esistesse gente che fa jogging. Ci mancava poco che scoppiassi a ridere in faccia a loro.

Ho comprato lo zaino per il pc finalmente, così addio al dolore renale e mi preparo a 3 giorni di lavoro-prova. Se vanno bene questi, il lavoro è mio.

Torno a impaginare tavole in Illustrator.

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