Cronache di un infarto annunciato

Quello che mi è accaduto, la somma degli eventi, sembra che possa accadere solo nei sogni, quelli lunghi che quando ti svegli sei più stanca di prima e non riesci nemmeno a ricordarteli tutti.

Stamattina di buon ora vado in università per stare appiccicata al pc dalle 9.45 alle 15.30 senza stacchi e senza pause se non un breve momento in cui mi sono trasferita da un padiglione all’altro e nel frattempo ho mangiato, senza acqua. Per fortuna che oggi nel locale dove ho preso il pranzo facevano gli sconti, così ho pure risparmiato. Ho dovuto modificare un centinaio di file, destreggiandomi sinuosamente tra illustrator, pdf, photoshop, dropbox e chi più ne ha più ne metta.  Dopo sono andata all’incontro per Belgrado dove effettivamente mi sono resa conto che questo workshop sarà una ciofeca e saremo trattati come cucitori di pallini vietnamiti (50 euro forfettari nonostante il soggiorno sia a carico dell’università, zero pausa pranzo, un bagno per 20 persone, piatti tipici tipo:pollo con salsa di gorgonzola, pasta con formaggio blu e gulash) e che questa settimana vale sì 6 crediti, ma extracurricolari, che quindi possono essere “riciclati” solo per un altro workshop e non per un corso dell’anno prossimo (che io speravo sinceramente di togliermi, invece mi salto solo il workshop indoor che si farà l’anno prossimo); io e S. riusciamo a battere tutti sul tempo e a prenderci la camera doppia (senza bagno ovvio) e ci consigliano di portarci da casa gli asciugamani perchè “non ne hanno abbastanza”, salvo poi contraddirsi sostenendo che in quell’ostello ospitano anche matrimoni e che le uniche due camere con bagno sono state prese da questi ospiti (che poi spiegatemi come si fa a ospitare un banchetto di nozze in un ostello). Sono talmente magnanimi che ci lasciano mangiare gli avanzi del banchetto. Teneri loro.

Nel pomeriggio tardo io e le mie compagne ci dirigiamo allo studio del nostro prof. e qui ci scatena la catastrofe con scene da panico, quando ci viene detto che non possiamo fare l’esame l’8 ma solo il 15 e se non ci siamo ci attacchiamo al cazzo. C’è chi sbianca come un cadavere io rimango impietrita in piedi senza riuscirmi a sedere e la nostra compagna erasmus finnica fa un sorriso da marmotta curiosa perchè ovviamente non capisce una mazza di quello che sta succedendo, ma nota solo le nostre espressioni isteriche. Alla fine si rivela tutta una simpatica burla a parte il fatto che praticamente dobbiamo fare l’esame due volte, l’8 e il 15: l’8 esponiamo solo a loro prof, mentre il 15 il rimanente del gruppo (io e S. saremo a Belgrado) lo esporrà a tutta la classe. Io avevo tipo questa espressione.

Infine sono riuscita a tornare a casa, con occasionali strizzate al cuore quando pensavo all’anello stupendo che mi ha regalato la mamma di A. e che non trovo più. Per fortuna sono riuscita a recuperare una fattura per trovare oggetti smarriti e al più presto mi applicherò!

La sera sono andata a fare un salto alla riunione della Masnada Lariana, ma sono rimasta mezz’ora, giusto il tempo di vedere la presentazione del gruppo da mandare a ipotetici clienti, capire che va modificata e farmi strappare una promessa di aperitivo il giorno prima di partire.

Tipica giornata di una Susanna tutta panna.

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4 pensieri su “Cronache di un infarto annunciato

  1. “Per fortuna sono riuscita a recuperare una fattura per trovare oggetti smarriti e al più presto mi applicherò!” !?!?!?!?

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