Mr. Sandman, bring me a tree…

Le ultime due giornate sono state le migliori che io abbia mai passato da tanto tempo, per cui aspettatevi un post prolisso, confuso e molto emozionale.

09.07.2011

Il laboratorio di allestimenti è quasi agli sgoccioli, ma siamo pesantemente avanti col progetto (è finito dal giorno prima) e dopo aver chiarito col prof il fatto che daremo ben due volte l’esame, decidiamo di fare il botto con un video di presentazione da oscar. E infatti così è venuto. La nostra marmotta-erasmus-finnica M. (come detto nell’ultimo post) ci porta un pò di musiche per il video e subito ci innamoriamo tutte di questa canzone, che diventa la colonna sonora delle nostre giornate (e probabilmente dell’estate, damn). Non so come ho un’illuminazione per il video: facciamolo anni ’40! Essendo la canzone molto ritmata riusciamo a inserire il progetto a tempo intervallato da immagini di bambini cioccini stile anni ’40 (pantaloni ascellari, lecca lecca, mutandoni a vista, ecc…). Ma non basta. Vedendo il video come sta venendo, mi viene in mente la genialata: mettiamoci in gioco e facciamo noi le donne anni ’40! (rifacendoci all’ironia dei video di presentazione del nostro prof., uno dei principali collaboratori di Renzo Piano). Questo ci getta in un turbine di eccitazione e pazzia che si traduce in una capatina in Paolo Sarpi per trovare degli accessori adatti e delle mutande per me (non avevo il cambio dato che decido di rimanere a dormire a Milano). Previdentemente mi sono portata la piastra ultrafiga della Philips (che si rivelerà una manna), collane, orecchini, 4 litri di lacca e spuma, eye liner, ecc…

Dopo aver recuperato M., io, F., M2. e S. ci trasferiamo a casa della stessa F. (Sant’Agostino) per iniziare i preparativi. La camera si trasforma in un campo di battaglia, con tanto di armadio imploso e come in un turbine, volano smalti, tacchi, piegaciglia, piastra, mascara, cotonature, gonne da modella, pinzette, collane di perle e scatti fotografici alla Hollywood dei tempi d’oro. Dopo quattro ore e mezza ne escono cinque signorine molto composte, che dopo le foto di rito e così acconciate, si dirigono a fare l’aperitivo al Flamba, una barca-locale sui navigli, dove si mangia da dio, e dove ci raggiunge anche M3. rendendoci conto che, sebbene sia vestita normale, è la più anni ’40 di tutte, con labbra carnose, carnagione latticina e capelli biondi alla Marylin (naturali). Ovviamente non mancano le occhiate e i commentini più o meno positivi, ma noi siamo le infermiere di Pearl Harbor e non temiamo nessuno!

La serata procede egregiamente, a parte il dolore ai piedi miei per un tacco 15 mal sopportato, e di F. con scarpe 36 (porta il 38!), ma dormiamo tornare a casa presto per mandare le foto a S., che nel frattempo è tornata a casa e le aspetta per terminare il video; fatto tutto ci cambiamo (io mi sono dimenticata anche il pigiama, per cui mi faccio prestare una maglietta) e uniamo 3 letti singoli, per creare un grande lettone e mentre M2., crolla dopo mezz’ora, io e F. rimaniamo fino alle 2.00 am a parlare al culo al vento, con l’unica interruzione di una citofonata all’1.30 am, a cui non rispondiamo. Dopo vari e non meglio precisati discorsi su noccioli e denti da latte ingeriti accidentalmente, vacanze, estate ed esercizi per rassodare gli addominali, ci addormentiamo per svegliarci alle 7.30, fare colazione in un delizioso bar con ottime paste e arrivare in mega anticipo in università, pronte per dare l’esame.

10.07.2011

Scopriamo che siamo le uniche perchè tutti gli altri gruppi, letta la mail del prof., si sono ritirati, per cui siamo solo noi, vestite con i colori del progetto, rosso e nero. L’esame va bene, come previsto, ma dobbiamo attendere il 15 per sapere il voto, lo saprò via skype da Belgrado credo.

Devo dire che era da tantissimo tempo che non mi divertivo così e oggi che ci siamo salutate tutte per rivederci a settembre, è stato un pò triste, e anche se abbiamo lavorato come dei muli,  rifarei subito l’esperienza con le quattro pazze, altre 10 volte (fermiamoci a 2 va’…). Se tutto l’anno fosse stato così, non sarei arrivata così sbroccata a fine anno. L’anno prossimo voglio godermi così tutto il semestre, dato che è l’ultimo.

6 pensieri su “Mr. Sandman, bring me a tree…

  1. ahahahahahahahaahah visto che all’uni certe cose si possono fare, l’anno prossimo presento la tesina di matura vestita come betty boop XDDD

    comunque la canzone non fa così ma:
    Mr Sandman, bring me a dream
    make him the cutest that I’ve never seen

    capisco che tu possa avere un amore particolare per gli alberi ma questa canzone non è propriamente ambientalista XDDD

    • aaaahahahah brava così esci con la lode!
      il titolo del post è una palese presa in giro a una mia amica che inizialmente non aveva capito il testo della canzone, e diceva “mr sandman bring me a tree” xD non sai quante risate!

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