Baby, I’m losin’ the way

Per inciso, guardo pochissima tv, ma stasera, che non riesco a scollarmi dal divano e prendere il telecomando sull’altro sofà mi sembra un’impresa titanica, sono costretta a guardarmi un film con Richard Gere, in una pellicola autocelebrativa delle sue prodezze sessuali e del suo deretano. Potrebbe essere American Gigolò, come dieci altri suoi film. In ogni caso penso che nessuno come Kevin Bacon abbia la capacità di mostrare con così tanta disinvoltura il proprio fondoschiena. E’ un’abilità, in fondo tutti ne hanno una, ma in questo momento della mia vita mi sento come una specie di larva informe.

Essendo che ho passato tutta la mia vita a sapere cosa volevo fare e a criticare aspramente mia sorella per il suo essere border-line, ora non è facile affrontare questa mia nuova condizione, Balto-style:”non è cane, non è lupo, sa soltanto quello che non è”. E in effetti è così che mi sento ora: una persona che ammira tutto quello che non è lei e che non vede in sè quella luce, quella stellina brillante, che nota in tantissime persone. La riprova è stata a Belgrado, dove ero circondata da teste ricolme di idee e talenti speciali, come un ragazzo simpaticissimo e visionario, capace di produrre vere opere d’arte di stampo un pò Escheriano; si poteva percepire a pelle che quello era un talento e non qualcosa di forzato e finto: i suoi disegni nascevano davvero dal suo cervello, senza doversi spremere le meningi per ore e ore, semplicemente sgorgavano dalla penna, come una stilografica che perde inchiostro.

Nel corso della mia infanzia ho attraversato varie fasi in cui rispettivamente volevo diventare: un matematico, un medico, un’ ufologa, un’archeologa. Poi verso la prima liceo (terzo anno di liceo per i non-classiciani) ho iniziato a interessarmi all’architettura, prendendo un’enciclopedia sul ventesimo secolo e da lì si è sviluppata la passione per il design e in particolare per l’interior design, che tristemente è declinata mano mano che passavano gli anni universitari. Più che declinata, mi sono resa conto che l’interior design non riusciva a contenermi, non mi esaurivo solo in quello, che c’era altro in cui potevo mettermi alla prova. E in effetti alla magistrale avrei voluto scegliere landscape design (ma non avevo soldi per trasferirmi a Torino) o fare un master in Exhibition design (sempre il problema dei soldi: non sapevo dove trovare 9.500 euri) e fare architettura ( richiedeva 3 anni invece di 2 e troppe tasse da pagare per via di alcuni esami da recuperare), per cui alla fine ho ripiegato sulla triste laurea magistrale in Interior Design, che si è rivelata una decisione infausta e annichilente.

Per cui ora mi ritrovo a non sapere cosa fare. Cioè, non so quale sarà il mio lavoro futuro, se diventerò un’ottima precaria, una sclerotica cassiera (ma questo lo sono giù stata), una malandrina mantenuta (non sono abbastanza attraente per trovare un baldo ricco che mi sposi), o più semplicemente una disoccupata. Al di là di tutto vorrei trovare la mia strada, essere apprezzata per qualcosa che so fare davvero bene. Non riesco a esprimere appieno la frustrazione in cui verso. Non ho programmi per il futuro, se non gustarmi la mia fetta di mondo.

L’unica cosa che so fare bene e viaggiare e lamentarmi per la stasi in cui versa la mia vita. Anche questo è un talento dopo tutto.

5 pensieri su “Baby, I’m losin’ the way

  1. “L’unica cosa che so fare bene e viaggiare e lamentarmi per la stasi in cui versa la mia vita. Anche questo è un talento dopo tutto.” lo è eccome… semplicemente il modo in cui esprimi nel tuo blog quello che la gran parte dei giovani sente ma non riesce a esprimere ti permetterebbe secondo me di avere grande successo come blogger o comunque nel campo della comunicazione🙂 di blog di amici ne leggo tanti ma questo è veramente l’ unico di cui non mi perderei mai una puntata, rendi ogni episodio interessantissimo, anche quelli più banali.

    e credo che essere dei buoni viaggiatori sia una delle cose più difficili del mondo.

    in ogni caso, sii ottimista e pensa che diventare designer ti darà tanti soldi, per cui potrai vedere il mondo… io purtroppo non ho neppure questa prospettiva, e viaggiare tanto è quel che più desidero in assoluto.

    potrai magari in futuro pagarti quel master in exhibition design; cosa che mi sembra interessantissima!

    oh, quando vuoi organizzare un viaggio, io ci sono, credo che sarebbe davvero bello fare una vacanza con te😀

  2. ma cara, io sto proprio raccogliendo adesioni per l’anno prossimo! solo che non voglio anticipare niente qui sul blog per non slavare il sapore dell’attesa…in ogni caso ti ringrazio davvero per le belle parole, spero di uscire al più presto da questo limbo e sentirmi finalmente soddisfatta🙂

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