Apathy

Ieri avrei voluto scrivere sul blog, ma mi sono trattenuta perchè non ero in grado di scrivere un post lucido e non sconnesso. In sintesi e sena fare troppe tragedie: le mie speranze di ottenere la borsa di studio per l’ultimo anno di università sono tristemente sfumate perchè il mio ISEEU (l’indicatore economico che usano le università) eccede di 38 euro rispetto ai parametri decisi dal Politecnico, ovvero: se il limite è (ad esempio) 31.000 io sono 31.038. Vi potete rendere facilmente conto di quanto mi sia sentita presa per i fondelli, e pensando alle conseguenze che questo fatto comportava (seconda rata di 800 euro, necessità di lavorare tutto l’anno, e quindi poco tempo per studiare, quindi media dei voti più bassa, quindi voto di laurea più basso…alè) mi sono fatta trascinare in un vortice di stati d’animo: incredulità, disperazione, vendetta, tentativo di corruzione (al CAAF), disperazione 2, rabbia, incredulità 2, rassegnazione, apatia, distacco totale dalla realtà. Avevo gli occhi piccoli come delle fessure, tutti gonfi e per allontanare ogni tipo di emozione, mi sono sfondata di Kısır e Borek, preparati da mia madre in versione Marta Stewart dei poveri  e mi sono isolata con le cuffie, mettendomi a guardare tutte le puntate di “I used to be fat” e in seguito le prime 3 puntate di un drama “Mei-Chan no Shitsuji”, subbato ovviamente. Mi sono risvegliata dal torpore solo oggi, quando mia sorella mi ha svegliato con rumori molesti, poichè doveva finire di preparare la valigia per Roma (sta 10 giorni in un posto imprecisato, con gente imprecisata). Alla fine non ho risolto molto, perchè ieri sera mi sono persa una bella serata con persone che non vedevo da anni, ma sapendo che non sarei stata di compagnia ho preferito evitare. Tra l’altro una di queste persone oggi mi ha fatto la richiesta di amicizia e vedendo le sue foto dell’ erasmus in Turchia, ogni volta era un colpo al cuore.

Sono questi giorni di totale nullafacenza all’ingrasso, precedenti all’inizio del lavoro e dello studio per l’esame di settembre, che non mi pesa, anzi mi distrae. Tra l’altro mi hanno chiesto di lavorare il 15 agosto con paga maggiorata e ho accettato; non avendo nessun aiuto economico devo accettare quello che mi capita, ma ogni volta che mi sento così, che vedo il futuro grigio e freddo, le difficoltà aumentano e il mio castello di flanella (il mio caldo e morbido nonchè su misura futuro) si disfa sotto di me, penso a questo spot  dei cereali Kellog’s dove c’è un omino di plastilina che sforna dei cereali, probabilmente si trova in Texas, nella sua piccola casina, con un sole caldissimo e non so perchè ma quando la guardo, tutte le preoccupazioni scappano in un luogo della mia mente recondito e piccolo ed è come se quel nonnino fosse lì con me.

Complimenti all’Italia che è diventata campione del mondo di pallanuoto a Shanghai!

Un pensiero su “Apathy

  1. Pingback: Procrastinate, procrastinate! « Susanna tutta panna hates cheese

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...