Ramarreide volume II: di sbalzi glicemici e mughetti

La vita procede. Si muore di caldo e il lavoro aumenta, continuano a caricarmi di responsabilità e di mansioni che non so assolutamente fare (lavorando qui da 4 giorni), ma sembra che nessuno se ne curi qui. Intanto continuo a dimenticarmi di fare il passaporto, motivo per cui ho affidato tutto all’efficiente A. che provvederà a pagare i vari bollettini e a consegnare tutto, dopodichè dovrò solo apporre la mia leggiadra firma e tutto sarà risolto.

In questi giorni sto facendo una decina di glicemie al giorno perchè questo lavoro mi sconvolge tutti i ritmi, il cibo è troppo pesante e non mi vogliono fare dei pasti più leggeri, per cui mi devo adeguare…in realtà sta cosa del non poter fare dei pasti più leggeri mi scoccia alquanto perchè per me è troppo calorico il cibo che noi stesse cuciniamo, e dato che siamo noi a preparare i pasti per tutti, cosa ci vuole a tirar fuori un pò di pasta prima di inzupparla d’olio e lasciarla condire a me? Vorrà dire che salterò sempre il primo e mangerò verdure cotte e frutta. Oppure che ne parlerò con la capa suprema scavalcando bellamente la capa cuoca.

In ogni caso sembra  che le glicemia vadano meglio da oggi, ma mi manca il cibo normale di casa mia. Poi, siccome non è da me stare tranquilla, penso mi stia saltando di nuovo fuori il famigerato “mughetto”, di cui forse avevo già parlato, che colpisce 200 milioni di bambini e un adulto, ovvero io. Me lo sono preso a maggio, durante una data della Masnada (mio gruppo di rievocazione storica) e le conseguenze sono state oribbili: non potevo parlare, deglutire, mangiare, bere, avevo afte ovunque e vabbè cercatevi il post con tutti i dettagli.

Siccome lavoro anche ora, non mi sembra il caso di ripiombare in questa situazione, ma non posso andare dal medico perchè lavoro a tempo pieno, per cui non posso avere la ricetta per i medicinali, quindi aspetto triste il mio destino di menomata. Come quel famoso tizio che aspetta sul ponte che passi il cadavere del suo nemico, solo che il cadavere sono io, e il tizio è il maledetto mughetto.

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2 pensieri su “Ramarreide volume II: di sbalzi glicemici e mughetti

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