That’s all folks

E’ arrivato il momento di parlare, di vuotare il sacco, di sfornare la pagnotta, insomma come piace a voi. Nei mesi, da quando ho iniziato il blog, ho sparso qua e là indizi e dettagli insignificanti su quello che vi dirò oggi in questo post. Perchè ormai è arrivato il momento e non ce la faccio più a tenere la bocca cucita, anche se il mio cervello razionale e scaramantico a un tempo (sapete, sono mancina) mi dice di fermare le dita che stanno battendo queste parole. Se ricapitoliamo e sommiamo gli indizi, la frittata è bella che fatta: amo viaggiare + sto cercando di combattere contro la mia pigrizia per fare il passaporto + sto studiando giapponese = vado in Giappone.

Ebbene sì, mi trasferisco lì. Non permanentemente, forse, ma non so ancora per quanto. Oggi ho ricevuto una mail che mi comunicava tutti i dettagli sui documenti da consegnare. Se tutto va secondo i piani, dovrei partire ad aprile 2012.

La genesi di quest’avventura nasce cronologicamente a febbraio 2011, quando decido di partecipare alle selezioni per un programma di “Scambio bilaterale” buttata lì dalla mia università. Faccio domanda senza pensarci troppo. (Per la cronaca lo scambio bilaterale non ho ancora capito cos’è e forse mai lo capirò per cui non so darvi spiegazioni esaurienti). Scrivo una lettera di motivazione strappalacrime e molto drammatica; in questo modo riesco a sbaragliare la concorrenza e accaparrarmi il posto unico disponibile. Tra le varie destinazioni opto per la capitale, Tokyo e per un’ università di arte e design, la Musashino Art University (solo mesi dopo ho scoperto che è una delle due università di arte&design migliori del Giappone: retta annuale  di 16000 euro). E veniamo ai giorni nostri: appena appreso di aver vinto il posto mi sono messa a studiare la lingua (che ora per motivi lavorativi ho dovuto tralasciare ma che riprenderò dopo l’8 settembre), ho comprato un corso on line e iniziato a entrare in community blog sul Giappone, stando ben lontana dai cosiddetti “giappominkia” (farò un post a parte su questa categoria di persone). Oggi mi è arrivata la mail dal Polimi dicendomi di portare una sfilza di documenti, tra cui il famigerato passaporto. E qui ovviamente iniziano i problemi, perchè ho sempre procrastinato la faccenda e ora mi ritrovo con l’acqua al collo, dovendo consegnare tutto entro il 19 settembre. Lunedì vado a consegnare i documenti e accenderò un cero in chiesa affinchè riceva il suddetto prima del 19.

Questa è la mia storia ragazzi. La mail di oggi mi ha scombussolato non poco, perchè inizia a concretizzarsi tutto, per cui non riesco a ordinare i pensieri e affrontare tutto con la consueta ironia; l’unica cosa che mi viene da pensare è che è bello e fa paura.

15 pensieri su “That’s all folks

  1. Non ci vogliono più di 10 giorni per fare il passaporto, tranquilla!!! 😀
    E…complimenti!!! Che bello, TOkyo…per svariati motivi mi ritrovo a vivere a Kyoto, ma in realtà sono del gruppo “I love Tokyo”. Spero ti troverai bene!!

  2. hey!grazie mille del supporto…andrò con la mail stampata dell’università a reclamare la mia emergenza!
    Kyoto?Deve essere una bellissima città, mi hanno detto che è molto più vivibile di Tokyo, che ti succhia via un pò le energie…magari riesco a fare una capatina 🙂

  3. Alla fine cambiare così radicalmente fa sempre paura, soprattutto andando in paesi con una lingua e delle abitudini così diverse…però sarà davvero una figata! Tra l’università costosissima e un sacco di cose da scoprire…wow *_* Poi lì il casino alla centrale c’è già stato, non potranno dare la colpa a te ❤

  4. Ciao, ho scoperto il tuo blog tramite quello di albino.

    Mi ricordi tanto un caro amico che ha fatto lo stesso percorso, dal Poli ha concluso gli studi in Giappone (credo proprio presso la stessa Università in cui andrai tu) e vive a Tokyo con grande soddisfazione ormai da una decina d’anni.

    Ganbatte! 😀

    P.s.: a disposizione se hai bisogno di consigli su come affrontare lo studio della lingua. Il mio metodo di studio di riferimento —> http://www.ajatt.com .

  5. Sono ancora al livello in cui comprendo molto meglio di quanto non riesca a esprimermi. Tieni conto che i primi tre anni di giapponese (questo è il quarto) li ho passati con un metodo “classico”: lezioni, grammatiche ecc.

    Nell’ultimo hanno ho scoperto questo approccio più “naturale” e i risultati sono stati decisamente migliori. Per intenderci, l’inventore del sito che ti ho linkato ha raggiunto il livello madrelingua in 18 mesi.

    Soprattutto per la parte più lunga e laboriosa di tutte, cioè i kanji: se non acquisti un metodo rapido ma ti ostini a farlo alla vecchia maniera, così come li imparano gli stessi giapponesi, non finisci più, anche perché loro ci mettono 6-10 di scuola tra primaria e secondaria, un tempo che un adulto non può permettersi!

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