Alone in the dark

Il caldo pesante di questi giorni mi rende ancora più flemmatica e, sorprendentemente, lavorare non mi pesa poi così molto, forse perchè so che dopo la fine del turno ho del tempo tutto per me. Praticamente stamattina sono fuggita da casa mia, e anche se oggi e domani ho tutto il pomeriggio e la sera liberi, non mi sogno nemmeno di tornare a casa, per svariate ragioni, tra cui: non riesco a concentrarmi, indi non riesco a studiare; mi innervosisco molto facilmente e non ho privacy. Ho scoperto di essere in grado di crearmi delle abitudini molto in fretta, per cui in questo mese di lavoro mi sono creta una routine che il ritorno a casa inevitabilmente spezza. Sto diventando un pò orso delle nevi in effetti, perchè passo molto tempo da sola, ma non mi pesa, anzi. Mi piace.

Io che non ho mai vissuto da sola, sto scoprendo la solitudine. Pensavo fosse una condizione annichilente e oppressiva, invece alle volte è liberatoria. Dovendo prepararmi a vivere da sola a 10000 km di distanza, credo che questa sia una buona palestra!

Sicuramente è una situazione diversa perchè qui sono a un quarto d’ora in macchina da casa mia e se ci sono problemi basta un colpo di telefono e sono salva. In Giappone non so come sarà. Sicuramente mi perderò almeno 10 volte e soffocherò il pianto nel cuscino urlando “ma chi me l’ha fatto fare”, ma in fondo penso che a un certo punto bisogna dare una svolta alla propria esistenza e iniziare a vivere per davvero, autonomamente e con passione. Penso che sarò definitivamente adulta quando sarò consapevole di ciò.

La me stessa di ora probabilmente non si ritroverà nella me stessa del futuro, così come la me stessa di 4-5 anni fa riconoscerebbe a stento la susanna di ora. Sono un essere in continua evoluzione quindi?

Passando a cose più amene, sono riuscita a farmi cambiare il turno per andare in questura il 26, per farmi fare il passaporto, che se tutto va bene, dovrei ricevere entro pochi giorni e riuscire quindi a spedire tutto il malloppo.  Devo compilare una sfilza di documenti (in giapponese of course), scegliere i corsi da frequentare lì e trovare un prof del Polimi che mi sponsorizzi (mi deve scrivere una lettera di raccomandazione in inglese), ma ora sto cercando di allontanare ogni tipo di pensiero relativo all’anno prossimo per concentrarmi sull’esame.

Approposito, vado a studiare.

2 pensieri su “Alone in the dark

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