Life in a (diabetic) day

Probabilmente il 90% dei lettori abituali non capirà una cippa di questo post, ma infatti non è necessario che capiate tutto, vorrei dare solo un’ impressione generale.

Mi alzo la mattina: glicemia a 193 mg/dl. Non il massimo, ma meglio di niente. Colazione con latte e fiocchi di soia, perchè la soia ha pochi carboidrati e posso fare una colazione vagamente consistente. Calcolo, allora: 100 grammi di soia danno 23 grammi di CHO (carboidrati), per cui 23 gr:100gr =0,23 (CHO contenuti in 1 grammo di soia)x60gr (mia porzione di soia per la colazione)=13,8 gr CHO. Ok, 13 CHO, il mio FSI (fattore di sensibilità insulinica è 5,8), per cui 13,8:5,8=2,3 U che sono le unità di insulina che farò per questo pasto (il latte non lo conto praticamente perchè è giusto un bicchiere). Il tutto in meno di un minuto.

Colazione fatta, oggi non ho università per cui mi intontisco su internet, dopo aver fatto i mestieri, fino all’ora di pranzo. Verso le 11 ho un attacco di fame e mi calo la mia dose naturale di droga: yogurt alla stracciatella che manda un pò a puttane le glicemie. Pranzo: che magno? Oggi verdure e tuberi: patate, fagiolini piattoni e carote. Ma mia mamma le ha già cucinate, è tutto mischiato non so quanto pesano, quanti CHO hanno…vaffa. Vado a caso. Però ci sono ancora in giro i carboidrati dello yogurt che non ho corretto, perchè sono pigra e non avevo voglia di pesare quanto yogurt stavo mangiando, in quanto ero in un barattolone e non volevo travasarlo in un bicchiere di cui avevo già pesato la tara…so già che andrà storta…prima di uscire a fare un giro mi misuro: 315. Lo sapevo!!!! Vabbè bando alle ciance e alla frustrazione, faccio le unità correttive: voglio che la mia glicemia sia intorno a 150 mg/dl. Ok, 315-150=165:24 mg/dl (ovvero di quanti punti si abbassa la glicemia quando mi inietto un’unità d’insulina)=6,8 U , vabbè arrotondiamo per eccesso a 7. 3 ore dopo ho 117. Ottima glicemia per iniziare un pò di attività fisica, ma sono scaltra come una faina ed essendo lungimirante prevedo che la glicemia si abbasserà  ancora, infatti dopo mezz’ora è a 113, allora mi mangio una prugna e inizio la mia sessione di cyclette da 45 minuti.

Dopo mezz’ora ho 71. Butto giù una bustina di zucchero. Dopo circa mezz’ora dalla fine dell’attività: 95, e uno penserebbe “dai ce l’hai fatta sei una vincente!” e invece no, perchè io sono ancora più scaltra e so che dopo lo sport, c’è tipo un rimbalzo di glicemia per cui so che si alzerà, indi faccio due unità, stacco il micro e vado a farmi la doccia. Lo riattacco: 73, va bene dai, tanto devo mangiare. Mia mamma ha fatto per diletto i muffins ai funghi: anche lì vado a caso per capire quante unità devo fare…per cena mi faccio 300 grammi di carote e 100 grammi di zucca saltati in padella più il muffin, vari conti con tabelle degli alimenti alla mano. Risultato:6,5 U approssimative.

Tengo monitorata la situazione. Fino ad ora:  86, 93, 86, 88. Bona dai, sta bene. Mi sento un pò i sintomi dell’ipoglicemia, ma resisto non mangio!

Perchè il mio corpo è abituato ad altri valori…300, 400…e quando ti ritrovi con questi altri valori (che sono buonissimi) il tuo corpo va in crisi d’astinenza, e il cervello ti dà l’impulso: “Mangia mangia gli zuccheri nel sangue stanno scendendo sotto il livello che di solito mi serve! Sto male!” In realtà non è vero…il cervello si deve abituare a questi valori. E’ come essere drogati, è difficile cambiare situazione quando ci sei dentro da un pò. Stai male, ti senti come in ipo, ma devi resistere. E poi c’è la questione dipendenza: hai le glicemie alte per cui fai più insulina per abbassarle, ma più insulina fai, più hai fame (l’insulina è un ormone e agisce da stronzissimo ormone), più si alza la glicemia, più fai insulina…e così in un circolo vizioso.

Rompere questo cerchio è difficilissimo, anche perchè metti su facilmente chili e poi mettersi a dieta è ancora più difficile.

Aggiungete l’università, il lavoro quando c’è, famiglia, relazioni, impegni con il gruppo di rievocazione, preparativi per l’erasmus e avrete una normale giornata di un diabetico.

Per cui capitemi, che quando qualcuno mi dice: Ma stai ferma un secondo! Continui a girare come una trattola, sei sempre lì che pensi.. Potreste vedermi trasfigurare.😀

10 pensieri su “Life in a (diabetic) day

  1. Povera, la vita di un diabetico dev’essere davvero dura…mio padre è diabetico ma della forma meno grave (non so come si chiami, insomma quella per cui non è necessario iniettarsi insulina, basta tenere sotto controllo la glicemia e prendere le pastiglie) e quindi gli va ancora bene, ma immagino che dover far sempre attenzione a tutto quanto sia davvero stressante…
    (Yogurt alla stracciatella, GNAM! Lo adoro)

  2. Pure mio padre è diabetico, ma lui ha sviluppato la malattia in seguito ad un’altra più grave (è un sintomo, insomma): da qualche tempo questa patologia è indirettamente entrata a far parte anche della mia quotidianità, e ho letto il tuo post con interesse. Lui in un certo senso è più “fortunato” di te, che devi stare a farti i calcoli di quanta insulina iniettarti ad ogni pasto, perché se ne spara direttamente 30 unità ogni sera prima di cena e stop. Credo che impazzirebbe a star dietro a una roba del genere, figurati che se non fossi io a fargliela si dimenticherebbe tranquillamente del suo appuntamento quotidiano con il Lantus😀
    Pensa che ha rischiato il coma diabetico per un intero mese con la glicemia a 550 tutti i giorni, a causa della dormita di qualche medico che non gli aveva diagnosticato prima la malattia (=.=) Vabbè, lasciamo perdere, non voglio annoiarti con le mie vicissitudini sul tuo blog😄
    Per curiosità, se non sono indiscreta posso chiederti se sei diabetica dalla nascita o se lo sei diventata? Scusa se mi sono dilungata a parlare di mio padre, ma è un argomento che mi tocca da vicino e mi interessa molto.

    • anche io facevo la lantus, ma in quel periodo ancora non avevo scoperto la conta dei CHO. In ogni caso anche io ho rischiato il coma diabetico perchè nessuno se n’era accorto, solo mia mamma ha avuto un lampo di genio cercando sull’enciclopedia…pensa che inizialmente pensavano che fossi anoressica! L’esordio l’ho avuto a 7 anni, per ricordo benissimo il periodo in cui potevo mangiare tutto senza preoccuparmi di niente, ma mi sembra come un’altra vita, è talmente lontano nel tempo…no tranquilla mi interessa la storia di tuo padre! Questo blog non è solo “mio” ;D chiunque può dire la sua!

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