Le cronache di Susanna

La gente si chiederà: ma cosa potrà mai essere successo in questi 3 giorni in cui Susanna non si è fatta viva sul blog? Tutto e niente in realtà, dipende dai punti di vista. Siccome sarà un post prolisso e noioso, se non avete tempo/voglia saltatelo a piè pari.

I fatti narrati si svolgono dalle 14.00 del mercoledì alle 20.00 del venerdì.

Mercoledì la giornata è partita a 1000. Stavo per uscire quando mi suonano alla porta: una donna sdentata e con un cappellino di lana inizia a parlarmi velocissimo riguardo a una certa figlia malata, a una certa mancanza di lavoro e stavo per chiuderle la porta in faccia se nonchè mi dice:”ma tu avrai sì e no 18 anni…” e mi si illuminano gli occhi. Consapevole del fatto che mi sta propinando una bufala, ma lusingata per il complimento sull’età decido di comprare la spugnetta per lavare i piatti che mi sta propinando solo che nel momento in cui accetto mi rendo conto che non ho soldi. Sono solo in casa e non ho soldi. Io non ho mai soldi, vado sempre in giro col bancomat perchè odio ritirare, odio vedere il mio conto in banca che scende, odio andare in giro con banconote che poi so che spenderò. In ogni caso rischio di fare una figura di merda con la barbona, e di passare io stessa per barbona. La situazione è talmente assurda che inizio ad agitarmi e a correre all’impazzata in casa, mentre la tipa aspetta fuori, buttando all’aria tutto. Ok: solo  3 cent nel portafoglio, decisamente non va bene. Ravanando in un porta gioie trovo 4 euro, nonostante la mia tirchieria, decido di darglieli e lei ci rimane pure male dicendo:”Beh ognuno dà quello che può” con la faccia da ma-va-che-stracciona-manco-2-euro.

Nonostante l’intoppo riesco a prendere tutti i mezzi necessari per arrivare a Sant’ Agostino. Nel frattempo decido di ascoltare musica, ma il mio mp4 è stato posseduto e tutte le canzoni si sono tramutate in “Matinèe” dei Franz Ferdinand, che per carità è una canzone bellissima, ma ascoltarla 332 volte ha un effetto quasi ipnotico. Si salvano solo 3 canzoni di Christina Aguilera (ebbene sì), alcune sigle di anime e 2 di musica folk. Le ascolto in loop per un’ora e mezza.

Dopo aver mollato tutta la roba a casa di F., insieme a M. andiamo a fare un aperitivo divino sul Naviglio Pavese, alla modica cifra di 9 euro. Riesco a bere solo una rossa grande, ma alla fine i baristi ci offrono dei chupiti al melone buonissimi. E gratis. Tornare a casa ci prepariamo per la notte e io gonfio il mio bellissimo materasso di Media Shopping che funziona perfettamente (in teoria) e che mi garantirà sonni tranquilli (in teoria). Peccato che sia bucato.

Verso l’1.30 a.m. mi accorgo che M. sembra sempre più in alto e io sempre più in basso. Becco F. insonne che cercava ristoro nel cibo e ragioniamo insieme sul da farsi: mi dico che posso resistere ancora qualche ora su un materasso molliccio e mi rinfilo nel letto, sotto lo sguardo incuriosito di F., quando succede il patatrac. Perdo l’equilibrio, mi squarcio la schiena contro l’armatura in ferro della poltronaletto di M. che viene sbalzata a mezzo metro di distanza, si sveglia di soprassalto e comincia a sussurrare: “Oddio!Oddio!Oddio!Mi hanno attaccata!” (chissà che stava sognando). Io e F. non ce la facciamo più e iniziamo a pisciarci addosso dalle risate, mentre le altre coinquiline dormono che è una meraviglia. Alla fine riusciamo a riprendere sonno [emblematica la frase di F.:”Oh se non mi sveglio, alzatemi!” invertendo le parole] e io mi accascio su sto panino moscio che è il mio letto e che assomiglia più a un’amaca. La mattina mi sveglio indolenzita anche perchè la sera precedente, prima dell’aperitivo, io e F. decidiamo di fare le fighe e fare aerobica spaccaossa, mentre M.  ci deride senza pietà. Finiamo stese sul pavimento agonizzanti.

La giornata di mercoledì inizia alle 5.30 am e si conclude all’1.00 am del venerdì. Partiamo da Piola con 3 pullman, 150 persone e mezz’ora di ritardo. Il viaggio di andata è uno strazio tra sedili scomodi, nebbia che si taglia col machete e una russa che si era presa la libertà di abbassare lo schienale e schiacciarmi impietosamente, chiedendo anche sfacciatamente di abbassare il volume dell’mp3, perchè poverina lei doveva dormire. Baldracca. Ci fanno scendere nella ZTL prima di Mestre come i cani, per farci fare la pisciatina e la passeggiatina. A Venezia il tempo è bello, ma la Biennale è orenda. Fortuna che abbiamo pagato solo 15 euro. Ma siamo tutti stanchissimi e annoiati per cui io e F., iniziamo a mangiare come due oche all’ingrasso spazzolando ogni briciola che troviamo nel mio zaino. Essendo che la Biennale fa un pò cacare, siamo cotti e del design non ce ne frega una pippa, iniziamo a osservare la gente sui moli [branchi di turisti giappici tutti rigorosamente con sacchetto di Gucci, venditori africans di borse, prezzi di viveri improponibili] e le famigerate briccole. Siccome poi noi siamo persone fortunate, quel giorno c’è anche lo sciopero dei vaporetti, per cui per tornare ai pullman ci tocca aspettare mezz’ora e assaltare la barca come dei militanti di GreenPeace con una baleniera.

Il viaggio di ritorno è ancora peggio, con mal di testa e due colleghi universitari che parlano ininterrottamente per 3 ore di qualsiasi argomento passi loro per la testa.

Stamattina io, M., e F. ci separiamo e io mi dirigo in metro verso San Babila, per incontrarmi con A. che casualmente è anche lui a Milano. Non ho ancora capito il perchè, ma la Metro a Cadorna è tipo implosa e c’è fila fin dalle scale. Perdo 5 treni prima di riuscire a incastrarmi stile Tetris sulla rossa per essere poi letteralmente partorita con tanto di vagito primordiale poche fermate dopo. Da notare le scene di isteria collettiva, risse sfiorate per le continue spinte e una vecchia che non era riuscita a salire sul vagone, ma la borsa si era incastrata tra due persone (sul vagone) e aveva piantato il piede sullo stinco di uno per far leva e tirare, mentre gridava:”Lassa!!!!!!!

Riesco a tornare a Como, passare per l’ospedale, pagare 70 euro per degli esiti di esami inconcludenti, prenotare la visita diabetologica e ronfare tutto il pomeriggio, fare una torta al cioccolato, ma non riesco ad andare all’Old England (pub), poichè non c’era un cane disponibile a uscire con me: stasera se ti vestivi col kilt ti davano birra gratis, merda.

E ora sono qui a postare su wordpress e nel contempo a postare su quel merdosissimo blog universitario. Ah se volete farvi un giro: http://susannatuttapanna.tumblr.com/ niente di che.

3 pensieri su “Le cronache di Susanna

  1. Ahahah, ma che scene fantastiche! Stavo morendo alla scena di te che ti illumini per i 18 anni (la prossima volta arriverà un calcio al posto dei soldi, eh?).
    In quanto a metro fantastica la vecchia, l’unica scena assurda che mi è stata raccontata è di una signora che arrivando di corsa alla fermata ha spinto il passeggino dentro la metro mentre si chiudevano le porte, e il passeggino è rimasto a bordo e lei ferma alla fermata :\
    p.s.
    “Oddio!Oddio!Oddio!Mi hanno attaccata!” mahuuhauhauhah

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