Pensieri volanti

Ieri giornata di finto shopping. Odiando io la folla convulsa e iperattiva tipica del periodo natalizio, ma dovendo necessariamente fare la spesa e prendere alcune decorazioni, io e A. abbiamo optato per i posti meno fighi, ovvero i negozi dei China.

In questi empori, puoi veramente trovare di tutto. Sappiamo tutti come sono tenuti: la merce mezza fracassata, stipata sugli scaffali, oggetti assurdi che non penseresti mai di prenderti finchè non te li trovi davanti e poi ti dici:”ma come ho fatto a vivere fino ad ora senza?”, che compri e che ti durano due giorni, i commessi inesistenti e/o dall’aspetto losco con le unghie dei mignoli lunghissime che sono sempre impegnati a scaricare qualcosa di altrettanto losco, donne tuttofare sboccate che urlano sempre nel loro I-phone 4s  mentre fanno le cassiere strizzate in tutine di latex, con l’immancabile figlio di tre anni con i capelli rasati e il codino (troppo anni ’90!) e/o la figlia di 5 anni con le ballerine leopardate. Sai benissimo che non potrai mai chiedere aiuto a uno di loro e che andando in questi posti il tuo senso dell’orrido subirà un’impennata spaventosa e nuove frontiere del disgusto saranno da te assaporate, ma poi ti trovi davanti una lampada a forma di veliero quattrocentesco, tavole del cesso in pile (sì, il tessuto), orologi a cucù di plastica, appendi abiti-cane e lampade da tavolo a forma di Gesù Cristo che costano pochi euro e ti figuri la tua stanza ricolma di questi preziosi oggetti. In quel momento sei stato appena risucchiato nel mondo del consumismo e puoi uscirne solo se hai dimenticato il portafoglio a casa e, badate bene, non solo i contanti, perchè in questi bazar accettano sempre bancomat e carte di credito.

In tutto ciò sono riuscita a prendere: candele rosse, un centro tavola pacchianissimo su cui piazzare le quattro candele rosse, delle bocce di plastica, un pupazzo a forma di pupazzo di neve, vari porta candele a forma di babbi e pupazzi di neve e decorazioni adesive a forma di pattino da ghiaccio, pungi topo, stelle, bocce di natale. In questo modo ho potuto tappezzare la casa di A. con le mie cianfrusaglie, dopo averlo costretto a estrarre l’albero in fibre ottiche e dopo esserci resi conto che in realtà aveva altri due alberi di natale e non se ne era mai accorto.

Ultimo pensiero della giornata: sto per partire per il Giappone, ma provo un’ irrefrenabile voglia di trasferirmi negli U.S.A. . Sono una persona ingorda.

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