Dammi una lametta che mi taglio le vene

Finalmente sono tornata a Como, non che mi dispiaccia essere stata a Milano, ma sapevo che era una cosa temporanea, pochi giorni fuori dal mondo reale, perchè vivere a Milano in una sorta di appartamento spagnolo, non è la vera vita ahimè. Infatti tornata a casa sono stata catapultata nei soliti ipocriti stupidi insulsi problemi, per cui per distrarmi….aggiornamenti freschi freschi dal Giappone!

Allora, innanzi tutto mi è arrivata la comunicazione ufficiale dal rettore della MAU che sono stata accettata per l’ “incoming spring semester” e mi sono arrivati svariati documenti in pdf con una valanga di comunicazioni. Nell’ ordine:

-Acceptance letter;

-A che punto sono le procedure burocratiche per ottenere la visa (quello che stanno facendo loro e quello che dovrò fare io);

-Un pdf  di 20 pagine con traduzione a fronte che mi spiega tutto quanto c’è da sapere sul mio appartamento;

-Una mappa della zona in cui vivrò con i vari riferimenti.

Quello che ho dedotto da tutto ciò è che i giapponesi hanno un’ insana passione per le fototessere che provengono dallo stesso negativo (dall’inizio della trafila fino ad ora ne avrò fornite una quindicina e ne mancano ancora un pacco, per cui ho già deciso che faro una serigrafia di una mia fototessera invece di spendere i milioni nelle cabine alla stazione), che il Politecnico se ne impipa alla grande del mio visto e me ne devo occupare totalmente io, che i giappi sono estremamente precisi, che mi daranno una bicicletta per i miei spostamenti, che il mio appartamento è grande la bellezza di 20,28 mq (non 20, non 21), che non avrò un letto (giustamente l’ho rifiutato io, perché dovevo pagare 100 pippi).

Inoltre non solo devo scandagliare tutte le compagnie internazionali esistenti nel mondo per trovare un volo di sola andata sotto i 500 euro, ma che devo pure trovarne uno che arrivi a Narita prima delle 13 perché poi giustamente il tipo che sta nell’ufficio predisposto a consegnare le chiavi del mio appartamento chiude alle 16.30 e quindi se non le ritiro quel giorno sto a spasso fino al mattino successivo e c’è scritto che ci vogliono “several hours” per arrivare dall’aeroporto al mio appartamento.

Infine al momento dell’arrivo devo avvisare il mio referente giappo (uno studente della MAU) che sono arrivata sana e salva e arrivata a casuccia devo sganciare sull’unghia la bellezza di 90000 yen (circa 880 euro), per balle varie…e sti cazzi.

C’è ancora il problema dell’assicurazione sanitaria, che non so come risolvere, perché tecnicamente quando arrivo lì dovrei già averne una di modo che se mi spacco una gamba nel tentativo di uscire dall’aeroporto non devo pagare un miliardo di yen in una clinica per gambe spaccate, e poi farmente una per studenti lì e quindi dovrei avere un’assicurazione sanitaria internazionale che però costa uno sproposito, però è anche vero che io non sarei in grado di stipulare un’assicurazione giapponese e dovrei farmi aiutare da qualcheduno eblablablabla…..e c’è ancora un altro problema!!!!

Ovviamente essendo diabetica, non è che arrivo lì e inizio ad ingozzarmi di onigiri e meronpan, altrimenti mi ritroveranno dopo un mese morta in decomposizione e diventerò un cristallo di zucchero gigante. Ma informandomi sulla rete, mi sono resa conto che praticamente non esistono cibi a basso contenuto di carboidrati e considerando che una mela costa 2 euro circa per non parlare di un cespo di insalata, la mia dieta si ridurrà a Coca ZeroPepsi Nex, acqua e aria. L’ironia è l’unica cosa che mi salva da questa tragica situazione ed è la prima volta che il diabete è un ostacolo alla realizzazione di un mio progetto.

Trollollol.

10 pensieri su “Dammi una lametta che mi taglio le vene

  1. Ma quindi dormirai in un sacco a pelo? :O
    Oddio, spero che troverai un’alternativa per mangiare in modo decente, in qualche modo…magari una volta lì qualcuno saprà darti qualche dritta ;_; Boh ;_;
    p.s.
    Ma alla fine quando parti? Tipo marzo-aprile?
    p.p.s.
    come cristallo di zucchero gigante saresti splendida :*

    • no credo che dormirò proprio sulla nuda terra, perché non ho abbastanza chili di bagaglio per portarmi anche un sacco a pelo! Come le classiche ragazze che dal Wisconsin si trasferiscono a Manhattan e non hanno i mobili (potrebbero farci pure un telefilm).
      Per il cibo…no way. Sarò costretta probabilmente a mangiare col contagocce ç__ç
      Alla fine parto a fine marzo…maggiori dettagli nei post successivi!

      E per il cristallo di zucchero…beh…è questione di stile xD

  2. Non ti scoraggiare adesso, aspetta di vedere i meloni a 100 euro e impacchettati come articoli da regalo😛
    Per quanto riguarda l’assicurazione, conosci viaggisicuri.com? Hanno polizze che costano poco e con una buona copertura.

  3. Allora, se il cibo lo prepari tu a casa, vai tranquilla! Male che va una ciotola di riso fai sempre in tempo a bollirla! :p
    Io non mi preoccuperei più di tanto…basta che eviti i cibi dei combini, che sono letali. Ma se ti può consolare li evito come la peste anch’io perchè tutte le volte che sono venuta in Giappone, il primo mese campavo a roba tipo melonpan, presa dalla foga, e ogni volta mi sono gonfiata come un canotto. Non ingrassata eh, gonfiata!! Non oso immaginare cosa ci mettano dentro tutti quei “pan”! Ora al massimo mangio gli onigiri qualche volta.

    La verdura non è vero che costa così tanto…si può comprare, tranquilla! E anche la carne di pollo è tranquillamente abbordabile. Senza contare che pasta italiana e una latta di sugo non si nega mai a nessuno, nemmeno in Giappone!😀

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