New year’s eve

Stanotte ho fatto un sogno: ero in Giappone, ma non avendo ma visto il Giappone, la mia mente ha fatto un’accozzaglia di luoghi in cui ho vissuto, per cui risultava una fusione tra la fermata della metro Cairoli, la scalinata principale del Pergamon Museum di Berlino e l’aria che si respirava a Bruxelles. Ero lì con una specie di viaggio di gruppo, pieno di fighettine abbastanza frivole e in più c’era la mia amica E. Eravamo su questa scalinata assolata e nessuno voleva smuoversi da lì, mentre io volevo andare in giro e vedere la città e mi sembrava di avere poco tempo e di non farcela a vedere tutto, però d’altro canto avevo paura ad andare in giro da sola perché non volevo perdermi e non ritrovare la strada di casa. Quelle fighettine mi stavano davvero antipatiche perché non facevano che lamentarsi e io dicevo a E.:” Senti io vado a farmi in giro, non le sopporto vedere sprecare il loro tempo, tanto ho il cellulare, se mi perdo vi chiamo, ok?”, poi ovviamente io mi perdevo e E. mi ritrovava in un bagno (che in realtà erano i bagni della Biennale di Venezia) e cercava di aprire la porta del bagno e io cercavo di prendere della carta igienica, ma non era carta normale, bensì c’era un dispenser da cui usciva un tubo di marshmellow, e pure nel sogno rimanevo sconcertata pensate un pò.

Bon, alla fine mi sono svegliata e mi sono detta:”Ma che cazz….?”. Devo dire che la notte trascorsa non mi ha aiutata ad avere sonni tranquilli, perché sono andata a letto alle 3.00 am dopo aver visto un film con Edward Norton (sbav) ambientato in Cina e poi Beowulf, con un infiammazione sotto l’ascella (cfr. brufolo) che mi ha costretto a dormire con il braccio alzato tutta la notte e un mini-ascesso sulla pancia, per poi essere svegliata alle sei perché i miei andavano a festeggiare il Capodanno a Torino e mia sorella a Roma. Quando se ne sono andati ho realizzato che sarei stata sola soletta per 48 ore, e questa consapevolezza mi ha messo un’ adrelina addosso non indifferente. In queste 48 ore condenserò tutto quello che non ho potuto fare in 23 anni, per esplicito divieto o per garantirmi un po’ di privacy: fare pipì con la porta aperta, tirare lo sciacquone senza abbassare il copri tavoletta, pranzare con patatine, cantare tutto il repertorio dei Bee Hive, non passare l’aspirapolvere, dormire fino a orari improponibili, non lavarmi i capelli ma coprirli con un cappello improbabile, lasciare i piatti ad accumularsi nell’ acquaio, riproporre alcune scene di film famosi come Gene Wilder mentre dice “Si può fareeee!”, nei panni di Frankestein Junior, oppure Jack e Rose in Titanic (ovviamente io faccio sia Jack che Rose), oppure la scena finale Via col vento, oppure ancora Clint Eastwood ne Il buono, il brutto e il cattivo [Tuco: “Dio è con noi perché anche lui odia gli Yankee!” Biondo: “No, Dio non è con noi, perché anche lui odia gli imbecilli…”].

Tutto questo mi fa pensare che dovrei andare a vivere da sola? Forse sì.

Buon anno!

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