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Non so perchè non mi sono messa prima a scrivere qui. Ormai scrivere è diventata la mia terapia, in mancanza di pecunia per uno psichiatra (lo psicologo sarebbe troppo poco). L’ epifania relativa alla mia carriera futura ha lasciato il posto a una consapevolezza nervosa che mi spinge istantaneamente a programmare circa un milione di piani alternativi nel caso in cui realmente questa non fosse una crisi passeggera, ma mi rendessi conto di aver sbagliato tutto per 5 anni. Sono passata dalla venditrice di divani, all’assistente di poltrona, alla hostess, alla mantenuta.

Alla fine poi ho applicato il metodo che uso per progettare di solito, ovvero: individuare il problema, identificare gli strumenti, contestualizzare le necessità, valutare la fattibilità, renderizzare (nel mio cervello). Ebbene, potrei essere giunta a una conclusione, in virtù anche di qualche consiglio inaspettato, ma non sono abbastanza lucida e sveglia per parlarne ora, e come al solito, mi pace dire le cose al momento giusto, razionalmente e dando il giusto peso alle parole, senza sbandierare ai quattro venti favolosi programmi o favolose opportunità che poi si possono rivelare solo buchi nell’acqua e darmi la nomea di spocchiosa e vanitosa.

Per ora sto risolvendo giorno per giorno le questioni che competono la mia vita in Giappone. La corrispondenza con Hiromi si fa sempre più fitta e ha preso molto a cuore la mia situazione. Sto cercando un’assicurazione sanitaria internazionale che copra anche il diabete e settimana prossima prenoto l’aereo assieme a S. . Per fortuna non farò il viaggio da sola, perchè in caso di problemi o storie da parte del personale aeroportuale (e sicuramente ci saranno), mi può dare una mano. Partiremo con un volo Qatar Airways alle 12.20 del 25 marzo per atterrare alle 19.20 del 26 marzo a Narita, con scalo a Doha, di notte, per un totale di ben ventiquattro ore di viaggio.

Arrivando così tardi in Jap e volendoci 3 ore per arrivare alla casa, Hiromi mi ha consigliato con mille giri di parole e mille raccomandazioni, di prendere una camera per la notte e partire la mattina del 27 alla volta di Kodaira. E così si farà alla fine. Rimangono le questioni del bagaglio a mano (aggiungerne un secondo per poter portare con me tutti i presidi diabetici sarà possibile, mi costerà uno sproposito?), dei medicinali liquidi (ho fatto un conto a stima in eccesso e dovrò portarmi appresso ben un litro e venti di insulina), dei materiali contundenti (un numero imprecisato di aghi più o meno lunghi), dell’assicurazione, del cellulare, dell’asl, dal momento che notificando il mio espatrio c’è il rischio che io possa perdere l’assistenza sanitaria in Italia (= morte).

La mia morte potrebbe sopraggiungere ancora più repentinamente a causa della visione di ben due film con protagonista Jake Gyllenhaal, nella stessa serata.  Ma questa è un’altra storia.

L’ avvenimento più eclatante che è stato generato da questa situazione è stato il pianto della segretaria dell’ufficio erasmus dell’università apprendendo la mia triste storia di malata cronica. Se avesse potuto avrebbe creato un fondo 5xmille a mio nome. Probabilmente mi era sfuggito di dirle che ero diabetica e che dovevo assicurarmi una copertura anche nella terra del Sol Levante e vedere la sua faccia trasfigurare e contrirsi in una smorfia di dolore simpatico (nel senso etimologico del termine) mi ha lasciato basita. Insomma, tutti sanno la nomea che hanno le segretarie dell’università, per cui per me è stato scioccante sentirla parlare di diritti  del malato, del perchè non mi fossi mai battuta per avere le bibite sugar free nelle macchinette, o non avessi fatto domanda di disabilità per ottenere agevolazioni e borse di studio… alla fine ho impiegato 25 minuti per rassicurarla, ma tutto ciò la spinta a prendermi sotto la sua ala benevola e a sbattersi al posto mio.

Il demonio continua a perseguitarmi.

2 pensieri su “-73

  1. Spero di sbagliarmi, ma se non ricordo male il diabete solitamente non è coperto dalle assicurazioni sanitarie (girando per le agenzie la cosa che mi ha più divertito è il fatto che specifichino sempre se sono coperte o meno le spese di un eventuale ritorno della salma… Voglio dire… Capisco specificare il fatto che in caso di terremoto, radiazioni, tsunami etc etc… Non si è coperti… Ma smettetela di dirmela tra le prime cose da sapere se la salma è coperta si o no!!). Comunque la mia ragazza starà alla fine per tre mesi, e per i primi 80 giorni sarà coperta dall’assicurazione che le hanno proposto all’agenzia convenzionata con l’università (risultata essere tutto sommato la più economica in rapporto prezzo/copertura), gli altri giorni rimanenti si pensa di fare con la globy.it (consigliata da quasi tutte le agenzie… Ma è un po’ cara nel lungo periodo).

    Comunque se una segretaria dell’università ha deciso di prenderti sotto la sua custodia stai pur sicura che ogni problema si appianerà😉 Sono delle macchine da guerra loro (anche se solitamente sono direzionale contro lo studente -_-‘)

    • Nel caso in cui non trovassi un’assicurazione sanitaria che copre anche il diabete mi metterò il cuore in pace e farò un’assicurazione standard. La cosa della restituzione della salma fa ridere anche me xD
      La tua ragazza quanto paga alla fine?

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