La febbra del gioco

Mancano esattamente 60 giorni alla mia partenza, due mesi tondi tondi. CONGA!

Per la prima volta in 5 anni l’altro giorno ho saltato la fermata di Bovisa-Politecnico (mia università) e sono finita a quella dopo (Domodossola-Fiera). Solitamente ho un orologio interno che mi fa svegliare magicamente a Quarto Oggiaro (il treno non ferma lì perchè fa diretto Saronno-Bovisa), sempre, tutte le volte, anche dopo le pause dall’università. L’altro giorno mi sono svegliata e le porte del treno si erano appena chiuse e porca troia sono rimasta sul treno. Questa cosa mi ha sconvolto, perchè non ho mai fatto cilecca in 5 anni di pendolarità, si vede che sono molto provata.

Ieri ho saltato un giorno di università (cosa assai eccezionale in questo periodo) per sbrigare alcune faccende, tra cui quella fondamentale della prenotazione del volo. Sarà come dice L., che ho Urano in Scorpione e quindi tutte le cose si complicano, ma vi giuro che mi sentivo la protagonista di un film.

Arrivo alle 10 pensando che il desk della Qatar Airways apra a un’ora vagamente decente (dato che gli orari non sono pubblicati da nessuna parte) e scopro che invece apre alle 11.15. Allora provo ad andare negli uffici della QA, che sono al fantomatico piano 1B. Dopo essere sbarcata al piano 1, vengo placcata da una che mi scambia per una neoassunta, finchè non riesco a dirle che io sto cercando sti benedetti uffici e lei, con la vocina stridula, mi rivela che quello in realtà è il piano 1A e che per andare all’1B devo scendere allo 0 e poi prendere una rampa che mi porterà a destinazione. Individuo il piano 1B ma non capisco come arrivarci, trovo un info point in cui la signora mi dice che per accedere all’1B non devo prendere una rampa ma l’ascensore che si trova di fronte all’uscita 7. Dopo i primi segnali di cedimento psicologico e dopo essere finita in aeree che non sapevo esistessero in un aeroporto e dopo essermi imbattuta in gente losca che fissava famelicamente la mia scollatura (ero in condizioni pietose, avevo il raffreddore, sudavo, ma nel contempo ero in balia delle correnti con un escursione termica di 20 gradi), trovo l’ascensore e il famigerato piano 1B. Mi attende un corridoio a settico e un’infilata di stanza in cui trovo gente che gioca a carte, che bestemmia al telefono; mi sono resa conto che non era il posto giusto per me.

Riesco a tornare indietro al desk e aspetto pazientemente l’apertura che avviene con un quarto d’ora abbondante di ritardo. La summa di tutta questa esaltante esperienza è che, non solo non conviene prenotare al desk perchè ti fanno pagare 30 euro in più, ma devo anche produrre una cifra di documenti per provare a un sedicente medico di Doha che sono abile a viaggiare e che non metterò in merda la compagnia se stramazzo a terra, in volo.

Il pomeriggio sono riuscita a ritagliare un’ora per andare a batteria, era tanto che non andavo e avevo paura di non ricordarmi niente, invece sono andata benissimo e il mio prof dice che sono un portento e che devo sentire la musica dentro e che spera di vedermi in qualche bar malfamato di Tokyo a suonare in qualche band grunge. O forse mi sta solo lisciando il pelo perché vuole un aggancio per andare a insegnare chitarra ai bambini tokyoti.

PS: con un mega sistemone io e le mie compagne di uni abbiamo fatto 2 al superenalotto. Investiremo i 15 euro della vincita in 3 grattini da 5 euro e tenteremo la fortuna nuovamente, ormai siamo disperate. Se vinciamo molliamo tutto e ciao.

 

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