Sui viaggi temporali

Avevo promesso di raccontare la storia di come avevo prenotato il volo. Sapevate che si possono fare viaggi temporali con la Emirates?

Se ci penso mi sembra davvero che la mia vita sia un film, perché anche le cose più elementari o semplici diventano un’avventura. Prenotare un volo non dovrebbe essere così macchinoso, ne ho prenotati a bizzeffe nella mia vita, ma col fatto che è un volo intercontinentale, molto lungo e che sono diabetica, mi sono detta:”Prenotiamo via telefono”. Ok. Chiamo e mi trovo un’operatrice con evidente accento arabo, ma non ci trovo nulla di strano essendo la Emirates. Il problema è che questa qui sembrava avere un bradipo nel cervello e dopo averle ripetuto 3 volte che volevo un volo a/r Milano-Tokyo e lei continuava a capire Osaka, mi sono resa conto di essere piombata nuovamente nel film della mia vita, quelle classiche situazioni che dici:”Non possono succedere a me!” e che di solito sono storie che ti vengono raccontate da uno il cui amico dell’amico dell’amico è stato protagonista.

La gentil donzella mi cerca un volo secondo le mie esigenze e mi dice che non c’è disponibilità per le mie date e io le rispondo cortesemente che è impossibile perché ho la schermata internet sotto il naso con le date da me stabilite. Mi mette in attesa e parte la musichina. Riprende dicendo che ha trovato un volo per la prima tratta (Milano-Dubai), ma non per la seconda (Dubai-Tokyo), allora le comunico anche il codice dell’aereo, l’ora, il giorno, tutto per la seconda tratta, in quanto volevo specificamente che il mio volo atterrasse alle 6.15 am del 25 marzo e ripartisse alle 2.50 am del 26 marzo (per avere quella famosa giornata per vedere Dubai). Mi mette in attesa e parte la musichina. Si scusa dicendomi che non risultava nulla perché aveva messo la partenza da Dubai alle 2.50 del 25 marzo e l’arrivo a Dubai alle 6.15 sempre del 25 marzo. Ovviamente a meno di non volare nello spazio-tempo. Vabbè. Passiamo al prezzo del volo. Prima mi spara una cifra come 1700 euro, e io invece confermo i 656 euro del sito, poi mi mette in attesa e vai di musichina, poi mi spara 700 euro e io inizio a perdere la pazienza. Alla fine mi dice che probabilmente c’è un’offerta sul sito internet che lei non può vedere e ci salutiamo.

Coi nervi a fior di pelle prenoto su internet e in quattro e quattr’otto è fatta. Mi sono scelta anche il posto (finestrino, lontano dai posti riservati ai neonati) e i pasti (normale, per diabetici, asian vegetarian e muslim)!

Martedì sono andata a firmare il contratto per la partenza per Tokyo e ora manca la cosa più importante rintracciare il mio favoloso diabetologo e fargli compilare le mille application per non aver problemi in Jap.

E visto che ci sono a marzo volo da F. a Porto, per qualche giorno.

Vi devo anche raccontare di ieri sera e di come io e il N. ci siamo improvvisamente ritrovati in “Die hard”, ma questa è un’altra storia.

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6 pensieri su “Sui viaggi temporali

  1. Dodici ore di finestrino! Sei matta da legare, o hai una vescica molto capiente, o sei agile da scavalcare i tuoi vicini senza svegliarli tutte le volte. 😛

  2. E’ vero! Io sempre corridoio, se posso scegliere. Ma non fa più freddo vicino al finestrino?
    Comunque allucinante…o le persone più cerebrolese sono concentrate tutte in Italia o, come ho sempre pensato, la maggior parte della popolazione mondiale è stupida (e noi abbiamo tutto il diritto di sentirci superiori).

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