Miss Porto

Back in Italy. Giornata campale di 25 ore, costantemente in viaggio dalle 7.30 (ora di Porto) alle 16.30 (ora italiana), corso di giappo dalle 19.00 alle 20.30. Sono muerta.

Che poi torno da 6 giorni di uso intensivo di Mac e il Veliero mi sembra quasi obsoleto, la risoluzione dei colori mi pare loffia, anche il font mi fa un po’ cagare, i tasti non funzionano tanto bene, non so quanta merda ci sia là sotto, ma ho paura di andare a controllare con il mini aspirapolverino usb.

E comunque mi manca Porto e la sua vitalità. Mi mancano le strade con il porfido lucido, la quantità impressionante di ciechi che giravano per strada, di pazzi e mendicanti, mi manca quell’odore di oceano così nuovo per me, la sabbia che non si appiccica, il finto gelato italiano con il cono bucato sotto, le lezioni di yoga in portoghese, il negozio di thè con giardino in cui bercelo, l’andare in giro vestita di merda perché ti sembra di essere sempre in vacanza, la vecchia che vende le caldarroste a Bolhão, il sole, il sole, il sole e i surfisti mezzi nudi, mezzi nudi, mezzi nudi.

Per quanto riguarda i miei poteri catastrofci invece, devo dire che mi sono contenuta e diciamo che il mio raggio di distruzione ha coinvolto le persone intorno a me. La F. che vive a Oporto da due anni si è scassata una caviglia la prima volta che ci siamo viste (è scivolata da un marciapiede), due miei amici sono andati in crisi esistenziale (una ha lasciato il gruppo di rievocazione), ho rischiato di perdere l’aereo sia all’andata che al ritorno.

All’andata stavo per non partire perché un tizio giustamente voleva imbarcarsi con solo la patente come documento di riconoscimento (-.-” ), poi in aereo ho incontrato una mia compagna di liceo S. con il fidanzato che stavano a Porto un giorno e poi 2 a Lisbona. Una possibilità su un milione di incontrarla proprio sul volo per il Portogallo e, guarda caso, proprio dopo che la mattina avevo parlato per caso di lei con A. Ho un buonissimo ricordo di S., la chiamavamo la PIZIA, perché era in grado di prevedere domande dei compiti in classe e i plausibili interrogati e noi ci fidavamo ciecamente di lei perché azzeccava sempre. Andavamo in panico, quando ci diceva:”No ragazzi…sono oscurata sono oscurata!” e lì voleva dire che non riusciva a vedere il futuro e non sapevamo quindi a cosa appigliarci.

Al ritorno ero semplicemente in ritardo e ho provato l’ebbrezza di catafottermi al desk d’imbarco e correre poi libera e felice come una farfalla in mezzo alla pista, senza manco le transenne o personale di terra, per evitare che mi chiudessero i portelloni in faccia. E’ un’esperienza essere l’ultima a salire, tutti ti guardano male e danno la colpa di ogni male del mondo a te.

Sto guardando L’esercito delle 12 scimmie dopo essermi vista Seven. Perché Brad Pitt non torna a fare i bei film di una volta? Perché è finito a fare il Ken-plasticoso-marito-zerbino?

Ad maiora.

(pic by me. All rights reserved)

4 pensieri su “Miss Porto

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