Ansietà al civico 6 – part I: un giorno di ordinaria follia

Mi piacerebbe raccontarvi di oggi, una tranquilla giornata nella giungla comasca. Alla fine di questo post capirete perché vi sto scrivendo con il mio ultimo briciolo di forze.

Stamattina mi alzo, nel letto con me A. in catalessi. Durante la notte mi sono svegliata a intervalli di due ore perché il nuovo microinfusore, il Combo, è peggio di un generale e se sgama una iperglicemia ogni due ore mi dice di provare la glicemia. Non sento quindi la sveglia e invece delle 8.00 sono già le 9.14. Benissimo. Niente colazione, baci conditi con alito pesante e via verso lo studio della dottoressa G. per farmi fare millemila ricette per le millemila medicine che L’occhio di Sauron vuole che io porti.

Nello studio incontro L., con cui parlo del più e del meno e riesco anche a farle una prova della glicemia per convincerla che non sta diventando diabetica. Una nonna, salta il turno ed entra prima di me fingendo di essere sorda; era talmente ridicola che faceva ridere e il fatto che fosse anziana non mi ha impedito di tirarle una borsata mentre lei usciva dallo studio e io entravo. Sono seguite lacrime e abbracci della dottoressa G. quando le ho detto la data della partenza, faceva quasi commuovere me.

In effetti mi trovo in una situazione un po’ surreale, poiché tutti intorno a me sembrano impazziti, scorrazzano a destra e a manca come criceti isterici, sono full of emotions, tutti eccitati che vogliono passare più tempo possibile con me e pendono dalle mie labbra aspettandosi che io dica loro:” Cazzo ragazzi mi sto cagando sotto!” per essere lì pronti a offrirmi la spalla e a consolarmi e per dirmi che tutto andrà bene. La verità è che sono in pace con me stessa: dormo le mie 14 ore giornaliere, mangio che è una meraviglia. C’è solo la valigia che mi guarda bieca…la sento sibilare nella notte:”Aprimi…rempimi!!!!”, ma io sto resistendo stoicamente, anche perché ho un piano: fare esplodere la camera e mettermi in giardino con la valigia aperta in attesa che i vestiti cadano dal cielo. Mi sento quasi una spettatrice di tutto questo circo che si è messo in moto negli ultimi giorni. Ormai le persone si rivolgono a me solo con domande relative alla mia partenza: quando parti, quando torni, quanto stai, cosa farai, dove andrai, che mangerai. Cioè, non sono più una persona, ma un evento, una situazione direi. Forse non riesco ad agitarmi perché sono impegnata a osservare quanto gli altri si angoscino per me.

Soprattutto in casa ormai non c’è più una conversazione normale. Ogni cosa che faccio, viene analizzata in funzione del mio viaggio, con risultati a dir poco esilaranti. Ad esempio ieri stavo per uscire e sento L’occhio di Sauron gridare:”Ma non metterti quei vestiti che devi portarli in viaggio!” “Mamma, ma se devo portarmi tutti i vestiti in viaggio, che cappero mi metto per uscire in questi giorni, un sacco di patate!?!?!”. Non c’è stata replica. Oppure viene fuori con domande improbabili:”Ti ricordi di lavarti le mutande vero?” . No.

Oggi mentre svaligiavamo la Farmacia di fiducia avrei voluto sotterrarmi mentre urlava:”EH Sì, PERCHé STA VIA TANTO TEMPO E SE LE VIENE LA DIARREA LE SERVE QUALCOSA…INSOMMA…PER BLOCCARE LA DIARREA!” Non avete idea di quanto possa ferire le orecchie la parola diarrea. Perché L’occhio di Sauron sostanzialmente è convinta che io mi stia arruolando nella legione straniera e stia per andare in missione in Afghanistan ed è convinta che avrò bisogno di tutto: mi chiede se avrò internet (nel paese più wireless del mondo) e voleva comprarmi i cerotti, il tagliaunghie e poi mi chiedeva le cose più strane che più o meno suonavano così:” Hai bisogno di un epilatore per unghie incarnite?…E il trinciapollo?…Ma perché non cerchi qualche anguilla sotto spirito? Metti che hai un languorino durante li volo…”.

A domani il proseguio.

Ad maiora.

3 pensieri su “Ansietà al civico 6 – part I: un giorno di ordinaria follia

  1. “Non avete idea di quanto possa ferire le orecchie la parola diarrea. Perché L’occhio di Sauron sostanzialmente è convinta che io mi stia arruolando nella legione straniera e stia per andare in missione in Afghanistan ed è convinta che avrò bisogno di tutto: mi chiede se avrò internet (nel paese più wireless del mondo) e voleva comprarmi i cerotti, il tagliaunghie e poi mi chiedeva le cose più strane che più o meno suonavano così:” Hai bisogno di un epilatore per unghie incarnite?…E il trinciapollo?…Ma perché non cerchi qualche anguilla sotto spirito? Metti che hai un languorino durante li volo…”.”

    questa parte mi ha letteralmente fatto piangere dal ridere!!! leggevo e sentivo la tua voce dire quelle parole e mi ha uccisa XDD

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