Ansietà al civico 6 – part II: random facts

Continuando il discorso di ieri, l’unica persona che sembra immune da questo virus è ovviamente mio padre, con cui io non ho mai conversazioni, ma che in questi giorni rappresenta la tranquillità per cui parliamo del più e del meno, anche se a volte il suo alzheimer incipiente mi fa accapponare la pelle visto che ogni giorno mi chiede a che ora parto per capire come cambiare il suo turno di lavoro. Ha trovato un portafoglio in un cespuglio (stranamente era vuoto e in un altro post vi spiegherò perché ho fatto questa precisazione) e me lo ha regalato.

Sul bus ho incontrato uno spiraglio di normalità in una donna anziana che mi ha fatto sorridere.
“Ma lei è la figlia del dottore?”
“No, guardi mi sa che ha sbagliato persona..”
“Può essere, il fatto è che le assomiglia molto! Le ciglia, il naso, il sorriso…”
“Allora si vede che ho una sosia!”
“Eh sì, ognuno di noi ha un sosia nel mondo. Anzi le dirò di più, sa che esiste un universo parallelo in cui ognuno di noi ha un esatto corrispondente?”
“Beh sì, anche se non è una teoria comprovata”
“Ma sa che a me interessano molto queste cose…i miei figli mi prendono in giro, ma io sono un’appassionata, pensi che sto leggendo un libro di un agente segreto che deve andare indietro nel tempo per impedire l’uccisione di Kennedy!”
“E’ un ottimo modo per tenere la mente allenata!”
“Eh sì anche viaggiare, io non sono mica di Como!”
“Ah no?”
“No no, io sono 50 anni che vivo qui! Sono nata in provincia di Caserta, ma sono cresciuta a Benevento, poi per via del lavoro di mio padre ho viaggiato tanto poi, a 39 anni, quando i miei figli si sono trasferiti qui per lavoro, ho visto la città e mi è piaciuta, era come Benevento!…Oh ma io devo scendere ora! Arrivederci signorina e grazie per la conversazione!”
“Salve e buona giornata!”

Ogni tanto il mio cervello fa cilecca. Non so se è l’età che avanza ma ci sono delle volte in cui non ho proprio il controllo su di lui. Ieri pomeriggio, tornata da Cartoomics (meriterebbe un post a sè, ma non ho tempo), sono caduta addormentata in un sonno profondissimo. A un certo punto mi sono svegliata e c’era mio papà seduto di fianco a me, ero sveglia, non in dormiveglia, ma sentivo una voce, che poi era la mia stessa voce, che diceva:”Svegliati, questa non è la realtà, è ancora il mondo degli spiriti!”. Sono rimasta con un nodo in gola per un’ora.
Un’ altra volta ero, diciamo in altre faccende affaccendata, e a un certo punto, pur essendo sveglia, ho iniziato a vedere intorno a me un paesaggio che non era quello della camera in cui ero, ma era una sorta di androne con una scala e un parapetto in legno lucido e io non capivo perché ovunque mi girassi, invece di vedere la stanza reale vedevo quest’altro ambiente e c’era A. che mi chiamava, ma io ero troppo frastornata per sentirlo. Allora ho provato a chiudere gli occhi per scacciare quella visione solo che nel momento in cui li chiudevo sentivo che cadevo nel vuoto, una sensazione bruttissima. Lì ci ho messo molte ore per riprendermi.

Infatti quando la gente mi dice:”Ma te non sta bene”, in effetti. come darle torto?

Ad maiora.

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