Sui lanciafiamme, le half e le gerarchie 1/2

La vita tokyota procede ricca di novità.

Devo ancora trovare il coraggio di fare la raccolta differenziata perché qui è un incubo. A Como abbiamo il sacco nero per l’umido e il sacco viola per la carta e la plastica. Facile, diretto, semplice.

Qui ci sono 780 tipi di spazzatura e ovviamente un giorno preciso per ogni tipologia: carta, infiammabile, batterie, umido, plastica, confezioni di vari materiali, riviste, vestiti, lattine, cartone ondulato, quotidiani, e un fottìo di altra roba. Vanno talmente tanto nello specifico che ci sono anche le istruzioni che ti indicano come tagliare bene il cartone del latte, aprirlo e piegarlo nel modo più consono. Non compro latte. Quando sono andata alla city hall per la Alien Card, mi hanno dato un libro, ventimila volantini e un calendario in cui, badate bene, in ogni giorno della settimana c’è scritto cosa il netturbino ritirerà. Ma non è che è scritto una volta sola, a mo’ di legenda, no. C’è scritto per ogni santo giorno dell’anno per 365 giorni all’anno. Per cui sostanzialmente non è un calendario per scriverci su, ma è un non-sense calendar, tant’è che anche J., la half che mi fa un po’ da guida, si è stupita dell’idiozia della cosa. [n.d.r: Half è un termine comunemente utilizzato per definire i meticci. Io sono half, J. è half perché mezza giappa e mezza inglese].

Io ho paura di fare la raccolta differenziata, perché se sbagli qualcosa ti sparano il lanciafiamme addosso secondo me.

Oggi ho conosciuto la terza gajin, O., francese di origini africane, molto aperta e solare. Per fortuna io, S., O. e J. siamo nello stesso condominio così almeno non sono proprio sperduta. Inoltre sono stata alla presentazione del corso di interni. Prima ho conosciuto Ito sensei (il mio prof.) e un altro prof. collaterale, poi Morita-san, l’assistente di Ito sensei e infine Shun, 24 anni, l’assistente dell’assistente di Ito sensei. La cosa farebbe anche abbastanza ridere in Italia, ma qui è normale avere un gerarchia strutturata così. [Da notare come l’onorifico cali al calare del grado di importanza].

Sono stati tutti molto gentili e disponibili, come da programma, ma sono tutti un po’ fuori di testa, forse perché sono eclettici designer e non semplici giappi. Le prime ad avvicinarsi sono state due koreane che vivono qui (una a Mitaka e l’altra a Kokubunji, lo so che non sapete dove sono, ma fa figo leggerlo, no? xD ) da 5 anni e ormai sono Japan inside. Mi hanno insegnato almeno 60 parole, ma me ne ricordo solo 2. Onna (donna) e Otoko (uomo).

La continuazione a domani.

Ad maiora.

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5 pensieri su “Sui lanciafiamme, le half e le gerarchie 1/2

  1. Oggi ho ripetuto mille volte alla commessa da Starbucks “Americancofii” e lei non capiva (“Drippucofii????”). Finchè non le ho dovuto dire quello che c’era esattamente scritto sul menù, ovvero: cafè americano.

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