WTF? I’m not a fuckin’ chinese soccer ball stitcher, not anymore I mean

Il fatto che non scriva da ben 7 giorni sul blog vi dice molto sullo stile di vita che sto conducendo attualmente. Vivo immersa nella mia stessa spazzatura, vestiti ovunque, tanto che io stessa inciampo più volte nel tentativo di scendere la quel buco che è la mia camera da letto e nonostante vomiti arcobaleni per quanto sono belli i ciliegi in fiore  e per quanto buono sia il cibo qui, devo ammettere che, in effetti, non mi sto godendo assolutamente la vita qui in Jap.

Vorrei fare, vedere, conoscere, capire, ma sono schiacciata da questo dannato progetto che mi sta succhiando l’anima…oggi era domenica e sarei voluta andare a Ueno o a Odaiba, ma nulla di tutto ciò mi è stato possibile poichè ho trascorso poco amenamente le ore diurne nel tentativo di estrapolare un’idea adatta al gusto giapponese. Il problema fondamentale è che per avere un buon progetto devo conoscere la cultura e le tradizioni e il modo di pensare giappo, insieme alla lingua che è il mio biglietto d’accesso a tutto questo mondo. Ma se devo restare chiusa in casa (come l’ultima settimana) a progettare, come faccio a conoscere il Paese? Di conseguenza, come faccio ad avere un buon progetto? E’ un cane che si morde la coda, ma io non sono disposta a bruciarmi questi mesi nel tentativo di realizzare un prodotto che in ogni caso non raggiungerebbe gli standard richiesti (semplicemente perché io non sono giapponese e quindi non ho il medesimo background e soprattutto perché il mio scopo qui non è solo quello di passare degli esami, ma anche di avvicinarmi alla cultura del Sol Levante). Non sono venuta qui per chiudermi in casa a lavorare, anche perché è una cosa che posso fare benissimo anche in Italia e senza dover spendere sta paccata di soldi. Per cui dopo essere stata appiccicata al pc dalle 10 alle 20, ho deciso di chiudere baracca e burattini, e nemmeno domani toccherò il pc, al massimo uno schizzo e se il progetto ancora non andrà bene, non me ne curerò, ovvero, continuerò sulla mia idea, lasciandomi il giuso tempo per esplorare la città.

E se qualche frescone che è stato in Erasmus a Barcellona osa dire qualsivoglia cosa sulla sua esperienza o fare qualche debole e insensato paragone, sappiate che potrete essere oggetto di ingiurie e turpiloqui conditi da offensivi neologismi creati apposta per l’occasione.

D’ora in poi terrò il blog più aggiornato e magari ci butterò dentro qualche foto in più, giusto per far capire che non sono in Giappone per finta.

Ad maiora.

10 pensieri su “WTF? I’m not a fuckin’ chinese soccer ball stitcher, not anymore I mean

    • Wow, Arisio! Mi “pubblicizzi” in giro anche se mi conosciamo appena: grazie della fiducia.😀 (a proposito, tua moglie è simpaticissima e il vostro criceto bellissimo)
      Susanna, mi dispiace che tu non ti stia godendo molto Tokyo. E’ lo stesso anche per me e mio marito… nonostante il lavoro, qui spostarsi costa molto, e non possiamo permettercelo spesso.
      Quando ci conosceremo meglio, se vorrai, possiamo organizzarci per uscire insieme a pranzo o cena.
      Ciao!🙂

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