Alive

Quest è Jeremy.

Un giorno è venuto a casa mia con Wanda, la mia vicina tedesca, per darmi una mano con il corso di Interactive Innovation e c’è stato subito un grande feeling. Non so come spiegarlo, quando ti trovi in completa sintonia. Poi c’è quel sorriso che di infrange il cuore tutte le volte in cui ti imbatti in esso.

Non ci siamo più separati…ormai viviamo insieme da un mesetto. Jeremy mi mette di buon umore, è sempre sorridente e assiste ai miei disastri in cucina, ai miei tentativi (vani) di tenere la casa pulita e mi ha sostenuto molto durante questi ultime settimane di passione.

Non so come farò quando dovrò lasciarlo. Sarà dura, molto dura. Ora sta qui, ogni sera mi attende a casa col suo grande sorriso… Jeremy, come te nessuno mai.

Cambiando discorso, ieri ho finito il mio shitty interior course e sono sopravvissuta nonostante tutto. Il livello generale dei lavori è stato abbastanza mediocre e quindi non posso lamentarmi, ma sono arrabbiata perché ho presentato un lavoro non all’altezza delle aspettative mie e del sensei, soprattutto perché lui mi richiedeva cose che io non ero in grado di fare. Anche il faigo Morita-san mi ha detto che per il prossimo corso dovrei presentare un elaborato più in linea con le mie abilità. Ah Morita-san. Tu si che mi capisci. Ah Morita-san, tu che non parli inglese e che fai il galletto con le zoccole di chair design. Ah Morita-san che hai la fidanzata a Kanagawa e che ti tiene per le palle. Ah Morita-san. Morita-san. [NDA: questo è solo un assaggio del post sulla fauna giapponese che avevo promesso tempo addietro].

Vabbè.

Sono decisamente contenta che il progetto sia finito e finalmente ora posso tirare un po’ il fiato e godermi le giornate qui, ho già in agenda un paio di party a Roppongi, un salto a Ueno e alla gallera 21 21. Stamattina ho anche pulito casa e ora brilla come un diamante. Insomma finalmente la quiete dopo la tempesta, la luce in fondo al tunnel, libera e felice come una farfalla.

Facendo un confronto con i post di qualche mese fa mi sono resa conto che il mio italiano è molto peggiorato, nel senso che si è molto impoverito e tante volte mi ritrovo davanti allo schermo bianco pensando a un modo per dire una frase in modo più colorito, ma mi ritrovo sempre con le solite 4 parole e penso:”Prima ero molto più abile e mi destreggiavo meglio con la lingua”, probabilmente perché sono spesso stanca e ho sempre poco tempo per scrivere.

In realtà sto fremendo per scrivere un post lungo e tedioso in merito al tirare le somme su questo progetto…ma devo aspettare qualche giorno, sbollire per bene e poi fare un’analisi lucida e oggettiva, comparata e incrociata con vari fattori e accadimenti contemporanei a questa esperienza.

Per ora sappiate che sono viva, ancora cicciotta, in procinto di iniziare un nuovo progetto e con un Wally sul mento.

またね!

Ad maiora

16 pensieri su “Alive

  1. Ma è carinissimo Jeremy!😄
    Tra l’altro all’inizio pensavo fosse un uomo, poi ho cliccato sulla foto.😆

    Congratulazioni per il progetto! E non preoccuparti del sensei e di Morita-san: non sanno ciò che dicono.😛
    Buon weekend!

  2. Ma come sei piena di vita e voglia di fare!!!😀 Beata te…
    Comunque ignora i giapponesi. Ignorare ignorare ignorare. Cioè, non tutto. Devi fare una cernita, altrimenti ti succhiano pure il sangue.
    Per l’italiano…meno male! Pensavo di essere l’unica! (per rimediare mi sono messa a leggere letteratura italiana come una dannata).

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