雨季

Dopo giorni e giorni, finalmente passo un (tardo) pomeriggio a casa. Forzatamente. Perché tra qualche ora dovrebbe passare un bel ciclone tropicale che percorrerà il suo sentiero dorato, passando anche per di qui. Per ora c’è solo una grande pioggia (da stamattina), ma hanno già chiuso un sacco di uffici. Prima ero in università, tentando di fare qualcosa per la presentazione di giovedì, ma c’era un’atmosfera generale di pigrizia e immobilità e sono queste situazioni che mi gettano in uno stato di angoscia surreale. Non ho mai capito perché mi succede, ma inizio a sentirmi male, mi palpita il cuore, mi sembra di essere incatenata a un muro, vorrei parlare con tutti, fare ottocentomila cose e invece sembra che il tempo non passi mai, l’orologio segna sempre le 15.40 e tu ti chiedi perché ti senti soffocare. Vorresti entrare nel cervello di tutti quelli che ti stanno intorno, scoperchiarlo e carpire i loro pensieri … insomma vorresti che accadesse qualcosa, qualsiasi cosa e invece niente accade. Penso sia l’effetto della stagione delle piogge qui.

L’idea di passare le prossime ore in questo stato non fa che alimentare la mia angoscia esistenziale e siccome so che questo mi porterebbe brevemente a controllare ossessivamente la bacheca di fb per intercettare qualsiasi notifica/movimento di persone, stasera mi vedo un film con S. e preparo sta benedetta presentazione per giovedì, visto che il modello non lo posso finire, essendo tutto in università. Ho mollato tutto lì perché a un certo punto è suonato l’allarme tifone e hanno annunciato che a causa dell’uragano l’uni avrebbe chiuso alle 18 per cui non aveva molto senso restare lì ancora.

Le settimane passate sono state ricche di eventi e infatti non sono quasi mai stata a casa, complice il bel tempo e gli amici, sono sempre stata in giro. Sembra quasi che la fine del corso di Mc Donald’s abbia sancito un cambiamento radicale nella mia permanenza qui. Ho persino scoperto degli amici all’interno del mio dipartimento e posso dire di essermi perfettamente integrata. Prima ad esempio facevo fatica ad andare nella working class a progettare, perchè mi sentivo un pesce fuor d’acqua, nessuno mi parlava e tutti sembravano iperconcentrati sui loro progetti. Poi è come se mi fossi levata un velo dagli occhi e ho iniziato a vedere cose che prima nemmeno notavo.

C’è Miho che arriva in classe e prima di iniziare a lavorare si fa un pisolino con la coperta sopra la testa; c’è Kayoko che la maggior parte del tempo cazzeggia al pc e cura le piante vicino alla finestra, ogni tanto chiede a qualcuno aiuto, viene da me e mi dice una frase in inglese; c’è Manami che è molto impegnata con l’internship e quando riesce a venire parliamo sempre come due zabette; c’è Saerom che ha il tavolo sempre pieno di scartoffie; c’è Sayaka che è la migliore. Non saprei cosa fare senza di lei, è fantastica, la adoro e mi piange il cuore a pensare che tutti noi siamo all’ultimo anno e dopo le nostre strade si divideranno e non ci vedremo mai più probabilmente.

Forse è questo pensiero che mi fa vivere nell’angoscia. Perché so che questo momento è destinato a finire, a non ripetersi e a vivere per il resto della mia vita nei miei ricordi. Le notti passate al karaoke, o a parlare dei massimi sistemi, i pomeriggi all’エミユウ (la bakery dell’università), le sbronze, le conversazioni impossibili con gente che non ti capisce, l’estrema facilità con cui passo da una lingua all’altra e la mia ricettività nei confronti della lingua giapponese…mi sento come un fiore che viene continuamente impollinato. Ogni giorno che passa capisco sempre di più e anche se non riesco a tenere una conversazione, capisco il senso generale di cosa mi viene detto. E’ come se la manopolina del mio cervello fosse stata girata su:”sponge mode” e immagazzino tutto quello che sento e poi al momento di capire, il mio cervello sputa fuori quello che ha raccolto e mi permette si comporre il senso della frase.

BREAKIN’ NEWS:

It is the first typhoon in 8 years to make a direct strike on Japan’s main island of Honshu during the month of June.

Guarda caso proprio quando sono io in Giappone. LOL. Il mio potere cresce sempre di più!!!!

Ad maiora.


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8 pensieri su “雨季

  1. Tranquilla, ci stanno pure mia moglie e mia figlia a zonzo sotto il tifone, non bastava il terremoto qui in Emilia……

    A.

    PS
    Impollinata…….hai finalmente messo le mani sui coreani sudati?

  2. Ma fino a quando sarai lì?

    Comunque quel senso di angoscia e malessere generale si chiama SENSO DI COLPA. E finalmente, cazzo

    (è interessante leggere delle tue vicende, mi sembra di immaginare le cin ciao lin in classe :D)

  3. ahahaha angoscia per le catastrofi che scateno? 😀 per il ritorno stay tuned lo scopriremo presto su questi schermi! In generale il senso di tristezza è dato dal fatto che è l’ultimo anno di università per tutti…tutti quanti ci laureeremo a marzo e poi non ci vedremo mai più e non ci sarà più il “cameratismo” universitario e tante altre cose che ora condividiamo…un po’ come la fine del liceo non so se mi spiego.

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