Sull’ Agosto boia, le boee alienate e il buio esistenziale

I pray that this August will rush so fast. Actually I feel more confortable writing in english, ‘cause it was the main language I used to talk for such a long time, with some japanese, but I have to understand that now I am in Italy and in Italy  people speak italian and not english, so that’s why I just stop to write in english and go back to italian.

Ok, avevo solo bisogno di vedere e sentire delle parole in un’ altra lingua. E’ strano per me sentire parlare tutti la mia stessa lingua, mi ero abituata a una moltitudine informe di persone che parlavano alla velocità della luce, io capivo sì e no il 20% di quello che si/mi dicevano e l’inglese per me era diventato il passaporto per avere relazioni di qualsivoglia genere. Fa strano, come diceva M., cercare anglofoni per le strade della propria città o guardare film doppiati. Non immaginate quanto si perda col doppiaggio. E’ vero che in Italia c’è una grande tradizione di dubbers e ci sono fior fiori di scuole, ma i film americani doppiati, hanno un non so che di strano, di ordinario, in lingua originale sono completamente diversi.

Agosto. Il mese del nulla, il mese dell’attesa e dello studio, almeno in teoria. Ho due esami a settembre e una tesi da iniziare, se voglio sperare di laurearmi a Marzo senza pagare rate aggiuntive e altre menate. E infatti domani inizierò con uno studio tranquillo e appassionato, perchè lo studio, il ficcarmi virtualmente in decine di musei, sarà ciò che mi salverà da un’altalena di noia e dolore [cit.]. Più che dolore, noia.

Il problema principale da affrontare ora è lo scontrarmi con tanti dettagli della vita quotidiana in Italia, che mi ero lasciata alle spalle. Tipo le strade asfaltate alla cazzo di cane, che tutte le volte che vado in bici buco le ruote, la gente che urla, le commesse che non ti insacchettano quello che hai comprato, ma che ti stanno addosso come solo una tigre a digiuno nella Savana sa fare, i vicini di casa molesti che alle 8 del mattino si mettono a raccontare i fatti loro e/o degli altri, il vicino di casa 70enne nudista [quello non mi era mancato], la tv in italiano, i genitori.

Tornare a vivere coi genitori, con la famiglia, sotto lo stesso tetto è un degli shock più grandi, unita alla totale assenza di indipendenza economica. Mi sembra di essere una quindicenne, o un atleta infortunato in clinica di riabilitazione, che era abituato a fare 1000 e ora sta facendo 100 e si incazza. Avevo la mia casa, i miei soldi, la mia vita, le mie cose. Pensare di avere una casa da sola qui è impensabile, perchè trovare un lavoro stabile è impensabile, quindi passo la maggior parte del mio tempo nella mia parte di stanza, che è diventata una sorta di fortezza, fatta di sterili ricordi materiali e tanti cuscini.

Il secondo problema principale è che non sento dolore, e non ho nemmeno questa grande nostalgia che si potrebbe immaginare e che  sarebbe del tutto plausibile. Mi trovo in questo stato particolare di alienazione, in cui guardo tutto e tutti come da dietro un finestrino, come se ci fosse un layer che mi separa dal mondo e dall’altra parte ci sono solo io che osservo e immagazzino dati. Ecco, mi sento come una di quelle boe nell’oceano, quelle alla “The day after tomorrow”, che raccoglie informazioni e poi non si sa bene cosa ce ne farà, non è dato saperlo.

Agosto mi tiene imprigionata in questa bolla, ma tutto sommato non è male, potrebbe essere peggio. Sono solo un po’ stitica con i rapporti umani, se non ci fosse L. che mi tira fuori ogni giorno e mi fa capire che è normale, che è tutto normale, che col tempo tornerò a bucare il layer, ma che rimarrà forato e basta, che non si lacererà mai, perchè le persone come me e lui sono quel tipo di persone che hanno preso la pillola rossa ai tempi, per cui non si torna indietro, per cui vedrai sempre il posto in cui vivi con un certo distacco critico.

Non c’è nessun tunnel di disperazione, nessun pianto nostalgico soffocato nel cuscino, ancora una volta il mio sistema cerebro-immunitario agisce a caso e mi salva dal buio disperato dell’esistenza in madrepatria e in qualche modo mi sospinge verso la conclusione del mio percorso universitario, che in un modo o nell’altro arriverà (perché non sono una che procrastina quando ci sono di mezzo soldi). E dopo stay tuned.

Ad maiora

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8 pensieri su “Sull’ Agosto boia, le boee alienate e il buio esistenziale

  1. Mi dispiace, Susanna… fatti forza! 😦
    Ne abbiamo già parlato e non posso far altro di ripetere le stesse cose che ti ho già detto: sii paziente e vedrai che andrà meglio. Adesso pensa agli esami e alla laurea, e poi se vorrai potrai tornare qui! 😀
    Un piccolo consiglio: so che in questo periodo sei molto impegnata perché dovresti avere degli esami a settembre, ma non hai la possibilità di andare qualche giorno in vacanza con gli amici? Al mare o in montagna o al lago, dove vuoi tu… ti aiuterebbe a sentirti più “a casa” e rivalutare l’Italia e la compagnia.
    Un abbraccio forte, coraggio!

  2. sono contento di “sentirti” un po’meglio dell’ultima volta. Come son sempre stato convinto, da tre anni a questa parte, le palle non ti mancano. Un saluto da A.

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