Se la mia lavatrice potesse parlare

Ok, rompiamo questo imbarazzante silenzio blogghistico con dei brevi e impersonali aggiornamenti, perchè da qualche parte devo pur ricominciare a sbattere per iscritto la mia diarrea di parole, ma il primo post dopo una lunga assenza non può che essere o forzato o uno stream of consciousness senza capo nè coda. E indovinate un po’ che scelgo?

Ho fame. E mal di pancia. La ritenzione idrica e Wally attanagliano le mie cosce e le mie chiappe che sempre più pesanti si stanno dimenticando l’ebbrezza del movimento. Guardando le foto del Giappone e facendo un rapido e triste raffronto con lo specchio del mio bagno, mi rendo conto di quanto fossi immensamente più figa e curata rispetto ad ora. Non che io sia mai stata figa o che, ma almeno mi lavavo regolarmente e mi facevo la ceretta, vabbè un’ottima immagine da presentare a futuri pretendenti alla mia  mano grassoccia. Dovevo fare come M., che si è data alla pazza gioia per mezzo continente asiatico, in previsione di un lungo inverno milanese in cui ci saremmo ritrovate a fare sciarpa, calzini e corredo alle nostre rispettive patate, pianure aride e desolate, il cui l’umidiccio gudurioso guizzo vitale non è che un pallido ricordo.

Nel frattempo mi scopro sempre più eremita e sempre più compiaciuta di questo stato di semi-solitudine, se non altro ho il tempo di rispondere alle tonnellate di mail che sono in attesa da giorni, scaricare milioni di film, vedermi tutte le puntate di “I used to be fat” e vestirmi e acconciarmi come la gattara dei Simpson senza che nessuno mi possa dire niente. C’è un sottile brivido eccitato nello scrivere tutto ciò, perchè vuol dire non dover  dare di conto a nessuno, vivere e progettare solo ed esclusivamente per sè, anche se poi ti ritrovi alle 4.35 del mattino a parlare seduta sul cesso con la lavatrice, raccontandole quello che vorresti diventare e quello che ancora non sei, come se potesse carpire i tuoi pensieri, centrifugarli, ammorbidirli e poi servirti la risposta con tanto di risciacquo eco-compatibile. E’ che c’è quell’oblò che riflette la tua immagine, che sembra avere la soluzione, sembra quasi che ti dica:”Dai zia, siediti e vomita tutto, tanto ho una capienza di 18 kg”.

Capienza. Oblò.

La lingua italiana è qualcosa di meravglioso, ci sono parole che ti riempono la bocca e le lettere è come se ti scappassero fuori dai denti, come quando prendi un bocconoe troppo grosso, tipo POGGIBONSI: esiste una parola più piena, più colma e gonfia di POGGIBONSI? Io me li immagino gli abitanti di Poggibonsi, dei grassocci paciosi, come il bambino di Mr. Donuts, con le lentiggini che vanno giù per i monti, i boschi e i prati in fiore…aspè…sono dei leprecauni i Poggibonsesi? Perchè ovviamente i nani della Loacker nel mio cervello sono i cugini austriaci dei leprecauni di “Charmed“, quelli che vanno in giro con la pignatta attaccata al culo e che sono un po’ braccini (oltre che affetti da nanismo) e ti sparano una tranvata proprio in quel posto quando cerchi di salvare il loro molto ultraterreno.
Per fortuna non sono una delle sorelle Halliwell.

Forse è meglio che mi alzo. Alla fine la cacca l’ho fatta (e non vi dirò in quale punto di questo post è stata espletata tale funzione), la lavatrice ha finito il risciacquo e non ha ancora dato il suo responso sui miei drammi esistenziali e il pc mi sta mandando a fuoco le gambe.

A domani lavatrice!

Ad maiora.

17 pensieri su “Se la mia lavatrice potesse parlare

  1. Questo post è bellissimo.
    So che dovrei scrivere qualcosa di più attinente in risposta al contenuto del post, ma davvero, è scritto davvero in un modo che mi piace da morire. Se non hai ancora cominciato a scrivere un libro fallo. Altrimenti botte

      • Immagini vagamente sadomaso si sono avvicendante nella mia mente nell’istante in cui ho letto il tuo commento xD Anyway, non noti anche tu un certo filo razionalmente logico tra i tag che WordPress mi ha suggerito? “cacca, continente asiatico, cose da fare, futuri, gioia, lavatrice, penso, pigrizia” (non ho sbatta di pensarli e inserirli io, lascio fare questo sporco lavoro al sito), sembra quasi che WordPress mi capisca, potrebbe spodestare la Lavatrice del suo ruolo di confidente. (recupero così la tua presunta mancanza di attinenza 😀 e comunque gracias!)

        • Universitaria, lavatrice, shibari, ceretta, tutto rimanda a univoyeur.com…..

          A.

          PS
          Io non ho particolari problemi a rapportarmi con la peluria, neh…..

          • amo sempre conoscere le tendenze sessuali dei miei lettori, mi fa sentire come in una calda e umidiccia famiglia …senti, già su questo blog arriva la peggio gente (qualcuno mi spieghi chi è l’indiano che oggi è venuto a vedere questa pagina, cioè davvero spiegatemelo), se poi ci metti pure shibari tra le chiavi di ricerca non so da chi potrebbe essere preso d’assalto xD
            ps: sono andata a vedere univoyeur.com e non esiste. Mi hai fregato.
            pps: Universitaria, lavatrice, shibari, ceretta…hai dimenticato la cacca!

            • Mein Liebe,
              il sito esiste eccome, ci sono appena entrato…la cacca non manca pero’ mi sono limitato…sai ci sta pure lo shibari coi polpi, quindi….l’indiano e’ probabilmente uno degli ingegneri tata che vive e lavora alla ferrari a maranello, avra’ avuto un collega che gli ha detto PITUPITUMPA e ha bingato immediatamente…….

              A.

  2. >mi rendo conto di quanto fossi immensamente più figa e curata rispetto ad ora
    Non importa, ti amo lo stesso
    >calzini e corredo alle nostre rispettive patate,
    Ti amo ancora di più
    >Se la mia lavatrice potesse parlare
    E la mia lavatrice è parlante ♪ E la tua noo ♪ Gna gna gna ♪
    Se vuoi, quando torno a casa ti dico il modello, è una Hitachi ma forse tutte le lavatrici giapponesi di una certa fascia sono in grado di fare semplici discorsi.
    Ciao!

    • Considerando che io ti amo almeno dal post di Catzilla….era ora.
      La mia è una Candy ed è pure puttana perchè tiene solo 7 kg invece dei 18 che mi aveva detto, ma fa il lavaggio a caldo per cui è infinitamente superiore a una logorroica Hitachi… 😉

  3. la mia lavatrice , che è una stupenda Whirpool , è incastrata nel suo armadio con tanto di cappello fatto di marmo bianco/grigio riflesso di luna con sussurri d’argento platinato.
    Diciamocelo…è una lavatrice figosa e non aspetto altro che fare discorsi seri e faceti con lei perchè dall’oblò come per magia esce la Regina dell’Acqua… alta, magra, argentemente eterea ed acquosa che accoglie con braccia aperte i miei vorticosi gocciolanti pensieri.

    eh, come ti capisco cara Susanna…

  4. ma parlando di Leprecauni…sono degli stronzetti frustrati che spostano sempre l’arcobaleno ogni volta che mi metto alla ricerca della pentola d’oro. Egoisti ed avari…le sorelle Halliwell avrebbero dovuto impalarli tutti con quel bastone magico e prendersi la pentola piene di monete d’oro.

  5. Ahahaha, passo dopo un sacco di tempo e mi pento di non averlo fatto prima: dovevo trovare il tempo, ne sarebbe valsa la pena! :mrgreen:
    LOL, Poggibonsi!!! 😄
    Ottimo post, spassoso come sempre. Mi hai fatto morire dal ridere… meno male, oggi mi ci voleva proprio! 😀
    Ah, il nuovo layout mi piace molto, è semplice e sta proprio bene.
    Un bacione!

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