La vita è semplice se la capisci

Ero in bagno a confessarmi con la Lavatrice, come accade quasi ogni notte tra le 2.00 am e le 4.30 am. Stavamo parlando di Eccentricità e di come ormai sia una rarità trovare una persona genuinamente eccentrica, nel senso stretto del termine. La maggior parte delle persone si proclama eccentrica, ma per il gusto di apparire, perchè essere normali è mainstream ed essere veramente eccentrici rischia di confinarti ai margini della società, una società che accetta la proclamazione dell’eccentricità ma non la sua interiorizzazione, la sua proiezione reale nella vita quotidiana. E’ come sbandierare ai quattro venti che sei un gelataio, ma poi fai il gelato solo quando qualcuno ti guarda e il resto del tempo stai nel retrobottega a fumarti una paglia, come un qualsiasi garzone, niente di speciale.

O come quelle ragazze che per sembrare cool, dopo tre secondi che ti conoscono, ti dicono:”Oh guarda che io sono stronza eh! Ma non come le altre stronze che conosci, io sono stronza per davvero, che non te ne rendi nemmeno conto perchè le altre non sono vere stronze….e quindi io sono l’unica stronza che conosci e non puoi mettermi a confronto con nessuno!! Ho un diavolo per capello, ho un carattere di merda!…ti amo e poi ti odio, cioè è impossibile capirmi guarda…nessuno è in grado di capirmi!

E’ una realtà in cui non puoi essere normale, ma nel momento in cui ti chiedono se sei eccentrico e tu, dopo brevi rimuginamenti e comparazioni con la fauna che ti circonda, dici che sì, in effetti sei eccentrico, sgranano gli occhi e ti disintegrano come i biscotti che frantumi per la cheese cake. Perchè ammettere di essere strano è peccare di superbia.  E in questa società non puoi peccare di superbia, perchè ciò vuol dire elevarsi rispetto alla massa e affermare la propria individualità in un mondo in cui vieni spinto a distinguerti, ma contemporaneamente di mettono un gran paura nel momento in cui decidi di staccarti dall’amalgama umano, prospettandoti una vita solitaria e a nessuno piace stare da solo. E quindi tutti vivono sperando e agognando a una diversità che non hanno il coraggio di ottenere o riconoscere.

Ma come si esce quindi da questo circolo vizioso?

Rischiando. 

Smettendo di rispondere alle domande, ascoltando se stessi un pelo di più, quel tanto che basta per chiudere la folla fuori dalla finestra e capire chi sei veramente e cosa davvero ti piace fare. Non è un male che ci sia tanta scelta. E’ solo che le scelte che fai non devono essere fatte per dimostrare qualcosa a loro, ma per soddisfare te.

E magari un giorno incontrerai una Susanna avvolta in uno scialle verde bottiglia con un giornalino del Sudoku sotto il braccio e una babbuccia bagnata e ti spiegherà che mentre parlava con la lavatrice ha notato il giornalino appoggiato sul ripiano del bagno e ha riconosciuto la propria calligrafia e ci ha trovato scritto questo:”Campus nucleare PRosecco (con la p e la r mauscole girate al contrario nda) di Clark Kent per 6700 studenti vent’anni dopo progetto in mano a lui che non è un supereroe ma un architetto e io partecipo. Al pub con Channing Tatum e altri tre tipi e tre tipe io in ipo che ordino un panino rucola osella bresaola a Channing piaccio ma è troppo timido per provarci penso che ha labbra brutte” e che si è ricordata che erano gli appunti di un sogno fatto qualche notte prima e che lei si segna le parole chiave di tutti i sogni fatti, prima che scappino via per sempre.

E ti dirà anche che la babbuccia sinistra è bagnata perchè mentre era seduta in cucina a mangiare latte e biscotti, alle 2.03 am non sentiva altro che il tic-tac dell’orologio da cucina e la fiammella della caldaia che vibrava troppo forte a causa dei troppi spifferi della casa e che improvvisamente si era resa conto che c’era un gran vento ed era uscita  in balcone, avvolta nello scialle verde bottiglia, per sentire il vento, ma che si era dimenticata di essere in babbucce e che  nel pomeriggio aveva piovuto e mentre mangiava biscotti e sentiva il vento aveva pestato una pozzanghera, ma se ne era resa conto solo quando era poi andata a fare la pipì in bagno, dove aveva trovato gli appunti del sogno di due notti fa.

E magari quel giorno, sentendo il racconto di Susanna, tutto ti sembrerà perfettamente normale.

Ad maiora.

 

3 pensieri su “La vita è semplice se la capisci

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