Sull’orgoglio carboidrato & il potere della libera informazione

E’ giunto il momento di un nuovo post su questo dannato blog.

L’autunno è iniziato, dicono che domani nevica e io sto concludendo la mia settimana di CHO free. Lunedì ho avuto un incontro al vertice con il mio organismo, che mi ha gentilmente riferito che tutto lo sport che sto facendo (corsa e cyclette a giorni alterni) non servirà a un beneamato cazzo e che continuerà a gonfiarsi come un tacchino nel giorno del Ringraziamento, per cui mi ha consigliato di mettermi il cuore in pace e deporre contachilometri e musica coatta da sessione cardio e lasciarmi invadere dai carboidrati come Will Smith con gli zombie nella scena finale di Io sono leggenda.

Ho riabbracciato lasagne, pizza  e perfino i gli Abbracci della Mulino Bianco come i cani abbracciano i reduci dall’ Iraq (mi piace la parola abbraccio). Lacrime e sangue.

E poi essendo che non sono stata invitata a nessuna festa di Halloween perchè sono socialmente un relitto, non solo posso scrivere freddure acide su Faccialibro, ma anche spingere un mio amico ad accompagnarmi al cinema a vedere horror movie, per poi costringerlo ad ammettere che si caga addosso più di me e quindi non ci andrà mai, farlo sentire in colpa, e poi rifiutare sprezzantemente il suo invito di riparazione per lo stesso film.

In tutto cio’ l’altra notte in preda a un attacco di Villaggio globale acuto, ho deciso di dare il mio contributo al mondo e ampliare le conoscenze di tutti voi attraverso Wikipedia.

Ho deciso di migliorare un articolo, nella fattispecie la biografia di Lorenzo Patanècompletandolo in questo modo. Sicuramente vi ricorderete di lui…chi di voi non ha passato intere serate a struggersi sul travagliato destino di Laura Mahler e Alexander Saalfeld, mentre il fratello Robert (aka Lorenzo per l’appunto) rosicava nelle cucine e meditava vendetta? Ebbene non potevo ignorare il totale disinteresse nei confronti della carriera di questo attore, recentemente convertito a Youtube, un professionista a tutto tondo.

Mentre compilavo il format su Wikipedia con i vari </ b>, </ a>,  </ i>, mi sentivo parte di qualcosa di grande.

Avrei voluto pisciare sul pavimento mentre cantavo I’m a bitch I’m a lover (che tutti pensano sia di Alanis Morrisette ma no, è di Meredith Brooks), vedevo le mie parole virtualmente stampate, ero talmente eccitata che ho ricontrollato 20 volte di non aver fatto errori, poi colta dal mio solito delirio di onnipotenza ho fatto parentesiquadra-parentesitonda e ho pure inserito un hyperlink per rendere la cosa ancora più seria. Mi sentivo un programmatore della Apple, uno di quelli superfighi pagati un triliardo di euro al mese, che vanno in giro in infradito e si muovono attraverso scivoli dai colori optical, a PaloAlto (che solo a me ricorda il telefilm Felicity? Ah le belle vecchie serie anni ’90 che non ci sono più, dove per alzare lo share i protagonisti non dovevano prendersi il cancro o sposarsi ubriachi ogni settimana…).

Mi sono tremate le ossa solo nel momento in cui un pop-up mi avvisava che cliccando su “prosegui” mi sarei presa personalmente carico delle informazioni appena inserite e che in caso di falsa testimonianza sarei stata passibile di persecuzione penale. Ma ho rischiato. Per Lorenzo Patanè questo e altro.

Ps: ieri notte ho sognato che un uragano ci colpiva  mentre facevo il bagno al lago (da notare il fatto che non so nuotare) con un costume intero nero anni ’60; un’onda anomala colpiva il molo e io ero l’unica sopravvissuta (una provvidenziale quanto improbabile bolla d’aria mi salvava). Stamattina (vabbè erano le 11) mi sveglio e leggo questo articolo e quest’altro. Traete voi le conclusioni, ormai io non ho più parole.

DailyDaddy: Padre:”Ma tu ti fai l’autopalpazione?”
Io:”No”
Padre:”E perchè?”
Io:”Perchè mi dimentico”
Padre:”Ecco, vai di là a farla allora”.

Ad maiora.

 

 

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8 pensieri su “Sull’orgoglio carboidrato & il potere della libera informazione

  1. Ahahah! Come sempre passo sul tuo blog e mi faccio un sacco di risate. XD
    Avrei dovuto visitarti prima… mi perdoni, sì? :*

    Tra l’altro pensavo di essere una delle poche a sapere che Bitch è di Meredith Brooks! Abbracciami! *_*

  2. Il costume intero anni ’60 stuzzica l’Edogawa Ranpo in modalita’ mostro cieco che alberga nei miei ormai tristi lombi…….e la bolla fa molto, molto stile serie TV vintage IL PRIGIONIERO…..

    A.

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