Conato is a lifestyle

KeepCal-50228Risorgo momentaneamente dal mio letto di dolore per aggiornare il mondo sul fatto che sono ancora viva, ma mentalmente non lucida.

Ovviamente non sono in salute essendo Susanna, se fossi una persona sana di mente non mi chiamerei Susanna, non avrei un blog che aggiorno ad minchiam e con le peggio cacate che mi vengono in mente, non starei facendo una tesi che odio, non mi farei assalire da occasionali e totalmente patetici attacchi di panico, dubbi amletici sul futuro, e status mentali che viaggiano dallo sconforto puro alla depressione più nera, all’agonia.

Ovviamente tutto questo è generato da Conato, a cui sto attribuendo sembianze antropomorfe (come ogni oggetto che mi circonda, non so se vi ricordate lo Specchio, la Lavatrice e altre amenità) e che sta diventando il mio peggior nemico, ma anche il riflesso di ciò che sono io ora. Nella mia spirale di pazzia e illogicità vedo Conato come un tizio con la panza, che sorride poco, con un calzino bucato e l’altro lercio, i mutandoni verde marcio, le spalle pelose, l’alito che sa di morte, che sta perennemente svaccato in poltrona e che quando gli parli o fai una qualsiasi domanda ti guarda con lo sguardo vacuo e rutta (e non sto parlando dei miei amici maschi!).

E’ patetico, ridondante e insipido, uno di quei tipi che eviteresti come la peste. Che poi è quello che sto facendo io, infatti nonostante sia arrivata alla bellezza di 249 pagine ( ne mancano ancora una 50ina), vi assicuro che non sono in grado di dirvi di cosa parli esattamente questa tesi; è più che altro un’accozzaglia di paroloni, scopiazzature mistificatorie, interi pdf tradotti con Google Translate,  tante immagini, 20 parole per pagina e spazi bianchi.

Spazi bianchi everywhere. A profusione. Citazioni minimal piazzate ad arte in una pagina vuota tipo: “La più importante rete delle città siete voi. Le città sono solo una manifestazione fisica delle vostre interazioni, delle nostre interazioni, e il raggruppamento a comparti di individui” o “Incontriamo la rovina quando l’uomo diventa parte della natura”.

Cazzate. Tutte grandi, enormi, favolose, incommensurabili cazzate.

Ma il popolo vuole questo e noi da bravi intrattenitori glielo diamo. E chi sono io per negare questo dolce piacere?

DISCLAIMER: Ai lettori normali e seri, con una famiglia, una morale e un contegno dico di fermarsi qui. A tutti gli altri dico di continuare.

______________

Veniamo alle cose gioiose…un altro racconto pseudo erotico fresco fresco su cui farsi un paio di risate o suicidarsi (a me personalmente ha causato problemi di stomaco…il conato è dietro l’angolo!).

Mi raccomando di cliccare sugli hyperlink, sennò godete solo a metà!

“Sei in discoteca con la tua migliore amica (fin qui tutto normale), e indossi un vestito cortissimo rosso (ci mancherebbe, bitch), mentre stai ballando la tua amika (amiKa! Perchè l’amica normale la snobbiamo e vogliamo quella truxxa) ti spinge su un ragazzo (così a caso), ma che era bellissimo (eh figurati! se era un cesso la storia finiva qui), tu cadi con la faccia sulle parti basse del suo pantalone (reality), e vedi che si gonfia (alèèè un pop up!! o una big bubble anche se non posso che pensare a questo), tu ti alzi e lui si presenta…

LUI: ciao, piacere PAPEROGA (come di consueto attingo all’immaginario Disney, per mantenere l’anonimato)

TU: piacere *tuo nome* (che bello sono come i moduli per l’iscrizione alle raccolte punti) scusami mi ha spinto la mia amika (ke troya la tua amikkkaaa ceh).

PAPEROGA: non importa, ti va di fare un giro? (prego? quest’uomo non ha delle reazioni normali ve lo spoilero, sembra completamente ignorare il fatto che qualcuno lo ha appena colpito nelle palle)

TU: certo (facendogli l’occhiolino) (expectation vs reality)

ti prende per mano e ti porta nella sua macchina, e metti la mano sul suo pene… (romanticismo saltami addosso – se non altro lo chiama pene e non Giovanni Francesco Enrico)

TU: come si chiama il tuo amiketto? (e te pareva!! ma non è un porcellino d’India o un furetto! Cazzo!)

PAPEROGA: emmh…Kevin (ecco)

TU: ah si Kevin eh. (e fa pure la superiore…)

lui ti porta a casa sua, e ti porta nella sua camera, ti fa stendere sul suo letto, e ti toglie la maglia, e il pantalone (aspetta…esattamente in quale punto hai cambiato il vestito da battona in un casto outfit diurno? Giacobbo aiutaci tu), poi gioca coll’aggancio (? vabbè) del tuo reggiseno, alla fine te lo toglie, e rimani in slip, poi tu fai lo stesso, e scendi con la testa vicino ai suoi boxer e noti che e (i verbi…) tutto gonfio (io non vorrei rovinarti il divertimento ma sta cosa che si gonfia a comando…per me è un tumore, just saying) e ti ecciti, poi glie li togli, e aveva un pene GROSSISSIMO (ahò io ti ho avvisata) e glielo stuzzichi con la lingua e lui urla (sta diventando uno splatter), tu vai al sodo e te lo infili in bocca, e PAPEROGA gode tantissimo (immagino) e urla all’impazzata (tumore tumore tumore alert! alert! danger!!) poi lo succhi succhi (un chiaro e arguto riferimento al “Succhia succhia che mai si consuma” di Willy Wonka…questo citazionismo sottile! AH! Con chi credete di avere a che fare!!! Pozzi di scienza!) e a te piace tantissimo, poi lui ti spinge la testa e ti fa arrivare il suo Kevin in gola (Alien!), poi ti stacchi e lui ti toglie gli slip, e ti apre le gambe (a quarto di bue insomma), e inizia a leccarti la Vagy (ipsilon a caso – Why God Why), poi ti infila due dita dentro e tu urli, poi ti metti a cavalcioni su PAPEROGA, e ti penetra col suo grossissimo Kevin, e all’inizio urli dal dolore (ma questa è lo script di Saw IV o un racconto erotico?), ma poi urli dal piacere e affondi le unghie nella sua schiena, dopo di ke, ti metti a pecorella (Pecorina al massimo),  e lui di dietro ti incula (woah), e a te piace cazzo, e spinge sempre piu forte su e giu su e giu, e vi mettete a 69 e tu rimetti il suo kevin in bocca e lui ti apre le gambe (culo – bocca: l’infezione del cavo orale di accoglierà a braccia aperte) e ti penetra con la lingua (ok), poi ti penetra con kevin e tutti e due godete tantissimo, esce da te, e lo stendi sul letto e tu ti siedi sul suo kevin che era tutto dritto, e ti va in culo (ma…di nuovo?), poi sei stanchissima e anche lui, si mette affianco a te, e vi baciate sulle labbra con la lingua, e tu ti addormenti mentre lui ti lecca ancora la vagy (le parole non sono abbastanza) … e anche lui si addormenta ti da un bacio e si addormenta affianco a te (mentre tu russi beatamente immagino)”.

E la mia sardonica risata si perde nell’aere.

Ad maiora.

4 pensieri su “Conato is a lifestyle

  1. AHAHAHAHAH!!! Aiuto, è un capolavoro di demenzialità!😆😆
    Dove li peschi questi raccapriccianti racconti, per amor di santo baby Jesus? Sono troppo belli!😀
    Ma poi non ho capito una cosa: come ha fatto a metterglielo in culo (per ben 2 VOLTE) se un attimo prima era nella “vagy”?O_o
    Cos’ha, due Kevin? Cioè, due tumori?:mrgreen:
    E senza “preparazione”, così, alè… altro che coccole a letto nel post-coito: dolori laceranti e sangue nelle lenzuola, suppongo!
    Tralascio sulla storia del “culo-bocca”, ho i conati.

    Susy, tieni duro per la tesi!! (Più duro del Kevin di cui sopra!😛 )
    Seriamente, continua, ti manca poco. Andrà bene, vedrai! Ti abbraccio forte forte. ^.*

  2. Questi racconti porno-horror continuano a farmi inorridire, non tanto per quello che ci sia scritto, ma pensando che qualcuno si è messo lì a scriverli😐 Che poi voglio dire, quella fa del sesso orale e lui parte ad urlare? Ma non è che glielo sta mordendo?

    (comunque, tesi: la stai facendo nel modo giusto. Dalla descrizione sembrava la mia col doppio delle pagine – ma lo stesso modo di fare🙂 )

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