You say goodbye and I say London

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Oh allora.

Un bel post fresco fresco per aggiornarvi sulle ultime novità, un post ampio che farà da cappello a una serie di post successivi dove tornerò a parlare di dettagli insignificanti della mia vita come i differenti modi di tostare il pane integrale a seconda della marca di tostapane, le aberrazioni twitteriane di cui sono quotidianamente testimone, i commenti ai racconti pseudo-pedo-erotici che tanto vi piacciono, le nuove catastrofi naturali/morti accidentali che ho causato con i miei poteri divini, i miei infiniti peregrinaggi tra ASL – farmacie – ospedali – motorizzazioni che manco Mosè nel deserto (rendiamoci conto dei livelli a cui siamo arrivati: ho dovuto digitare ‘bibbia 40 anni deserto’ perché non mi veniva in mente il nome).

Per ora sappiate che settimana prossima (il 19) espatrio. Nel Regno Unito. Per sempre. Potrei anche non scriverlo dal momento che tale blog viene letto solo dai miei amici, ma fingiamo di essere coerenti e tenere aggiornato anche l’equadoregno che si connetterà per sbaglio in cerca di quel famoso porno con Susanna e la panna.

Tra l’altro siccome sono una Susanna coi controcazzi, butto via 5 anni di università e vado a fare la Nanny live-in. Non vi spiego cos’è per evitare di compromettere in maniera permanente la mia dignità, ma tento di salvare il salvabile dicendovi che è un buon modo per cominciare a vivere a gratis all’estero e anzi venire pagati in cambio di poche ore di lavoro al giorno, che lasciano il tempo per concentrarsi su altro, come diventare la nuova Elliot Erwitt ad esempio, frequentando corsi singoli in una delle più prestigiose università di libere arti. 

La cosa più eccitante sarà prendere un volo di linea, un bellissimo e comfortevole volo della British Airways solo andata, con tutti i benefici del caso tra cui partenza a un’orario che non siano le 6.30am o le 10.45pm, 23 kg di bagaglio stiva, 23 kg di bagaglio a mano e tutti gli snack e gli spuntini che sbranerò come un lupo bulimico.

La cosa più divertente sarà descrivere dettagliatamente tutte le stranezze e le peculiarità di questo popolo, vi porterò nel taschino per farvi osservare con la lente d’ingrandimento questi inglesi bizzarri, un po’ ubriaconi, un po’ timidi, un po’ patriottici, un po’ meltin’ pot.

La cosa più interessante sarà acquisire quel melodioso accento londinese. Saprò di aver raggiunto il mio obiettivo nel momento in cui sarò in grado di pronunciare ‘literally’ senza arrotolarmi la lingua e arricciare le labbra a culo di gatto.

La cosa più terrificante sarà che guiderò. Io guiderò a Londra. Si salvi chi può.

La cosa più imbarazzante sarà passare i miei week end liberi a stalkerare i musicisti, gli youtubers e gli attori miei concittadini come se non ci fosse un domani.

La cosa più triste sarà non vedere più i miei amici e condividere con loro la quotidianità.

Ora devo solo capire come ficcare un’intera vita in 2 valigie e una borsa.

Per fortuna che sono donna a momenti e quindi ho 4 vestiti in croce e 3 paia di scarpe.

Il prossimo post sarà scritto da un’uggiosa camera nella zona 2 di Londra.

Ad maiora.

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4 pensieri su “You say goodbye and I say London

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