White is the new Black e analisi dresso-sociale della comunità Polacca a Londra

Allora iniziamo con il distrarvi con questo video dall’alto grado di cuteness ed epicità:

E chiosiamo maldestramente, tipo gatto con zampe incollate a pentolini di rame che cammina su porfido, sul fatto che sono sparita DI NUOVO dal mio blogghettino per mesi, ma si sa la vita, i viaggi, laggente, mi hanno portato su una nuvola dorata in giro per il Sud-Est Asiatico per circa un mese e poi un altro mese nella MAINLAND anche conosciuta come Italia, dove ho trascorso le mie vacanze romane da Nord a Sud con il mio nostrano Cary Grant, alias Mr G., terminate infine nella fredda ma già assolata Londra, dove col cuore carico di ricordi, calamite per frigo e svariati kg di pesto, frutta di stagione e pizza napulitana, ci siamo ricollocati, pronti ad affrontare la nuova routine e l’autunno.

Devo dire che Londra è stata clemente con me, considerando Continua a leggere

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My life in Cambodia: animali da ufficio

Vi siete mai chiesti com’è lavorare in Cambogia?

Io no.

E tutt’ora non me lo chiedo perchè magari in Cambogia si lavora diversamente ma nel mio ufficio va così e prendiamola come viene. Innanzitutto non c’è l’aria condizionata. Questo fattore fa già scappare il 99% dei fricchettoni in cerca di se stessi ma che il Sud-Est-Asiatico-è-la-nuova-India-e-allora-ci-ammazziamo-di-cannoni.

Abbiamo un gigantesco ventilatore del 1996 che crea una bora calda e appicicaticcia che ti lascia una patina di polvere e sudore sul computer e sul corpo la quale si rigenera automaticamente alle 8.30am ogni mattina entrando in ufficio. Se non altro è una protezione naturale contro l’invecchiamento (credo). Il suddetto ventilatore che per comodità chiameremo Mike, non cambia il fatto che ci sono 38 gradi all’ombra – percepiti 286, e che in ogni caso suderai.

Suderai. Suderai. Sudare è un mantra in Cambogia e in particolare a Phnom Penh. Ricordo che all’inizio del mio soggiorno, quando ancora il mio corpo era avvezzo alle gelide temperature londinesi, sudavo mentre facevo la doccia e uscita dal bagno sudavo ancora di più. Ora continuo a farlo ma in maniera decisamente più ganza: sudo e non puzzo, perchè sudando costantemente elimini la maggior parte delle tossine che creano il male odore e quindi semplicemente sudi acqua. Ganzo. Continua a leggere

I catatonici me fanno una pippa o sull’infiorescenza di un’ idea

18knerr.spanCazzo, mi sa che sono proprio una designer, o almeno un creativo, o almeno qualcosa legato a questo mondo fatto di frociate e ciuffi ossigenati da hipster meneghino che non va al Sottomarino Giallo perchè è mainstream.

Cioè vi spiego, anzi secondo me non ci capirete una beneamata, ma dal momento che sono designer non vi è richiesto, dovete semplicemente indossare i vostri Ray Ban scintillanti ed esclamare:”Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh” (e se volete anche un “sokka” se vi sentite esterofili).

Dopo che il dramma, la sfiga, l’agonia, il dolore, la cecità e l’LSD si erano impadroniti di me in conseguenza dei perniciosi accadimenti dei giorni immediatamente precedenti S. Valentino (già di per sé il fatto che io dovessi sostenere un esame il 14 Febbraio era tragicomico, la cosa è diventata grottesca quando il giorno prima mi è arrivata una mail che posponeva il mio esame di ben 12 giorni), dovevo affrontare altre gatte da pelare, come il fatto che non potevo sbronzarmi come se non ci fosse un domani e andare a rotolare sulla Bolla con la palese intenzione di rigettare in the menawhile (doveva essere una celebrazione/happening post-sessione d’esami) o come una consegna il 18, dal momento che il mio relatore si è sveglliato tutto d’un colpo, si è reso conto che non è in grado di gestire 20 tesisti e che mancano due mesi alla laurea. E quindi si è messo a fare revisioni completamente a caso e su un gruppo Facebook che solo io mi sono accorta essere completamente e disperatamente pubblico, per cui ogni cane poteva leggere i suoi stitici commenti sui nostri lavori.

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Dovrebbero invitarmi a un talk show

tampaxDISCLAIMER: prima di alimentare polemiche inutili, vi dico che in questo post non attacco nessuna band, nè personaggio; le mie sono considerazioni sull’industria che ci gira intorno, ho massimo rispetto per i gusti musicali di chicchessia e anzi sono sempre aperta a scoprire nuovi mondi, quindi take it easy.

Vorrei pubblicamente ringraziare mia sorella (che non è mai stata citata molto inquesto blog,shame on me) per avermi fatta rendere conto di quanto io sia vecchia e di come mi sia pubblicamente smerdata con questa affermazione:”Non credo di aver mai ascoltato consapevolmente una sua canzone, in ogni caso credevo che David Guetta fosse siciliano”.

Essendo io una persona estremamente aperta, mi sto acculturando riguardo il suddetto tizio (che non è siciliano, bensì francese), poichè la suddetta sorella stasera andrà a Roma a stropicciarsi i vestiti e l’anima assistendo a un suo concerto (che poi è un concerto o una festa in discoteca? Non è molto chiaro).

In ogni caso mi sto intamarrendo mica poco da quando la sopracitata sister mi ha regalato JUST DANCE 4 per Natale, dietro le mie estenuanti pressioni. Ebbene mi si è aperto un mondo! SKRILLEX, NICKY MINAJ, JUSTIN BIEBER… voi mi direte:”Chi sono?” e io vi risponderò:”Poche persone che si sono fatti una fracca di soldi sulla pelle di milioni di ragazzine che si strappano le mutande ai loro concerti e soffocano i loro pianti nel  cuscino perchè sanno che nessuno saprà mai della loro esistenza…”. Continua a leggere

Buon Natale una sega

ill1In casa mia da una paio di settimane è in corso la rivoluzione.

Ogni giorno l’Occhio di Sauron emerge grugnendo dalla cantina con pacchi, oggetti incartati in sudicia carta di giornale del 1998, scatole di cartone da decoupage, mentre gli arredi di quella che già era una casa frutto di un’accozzaglia di stile pseudo-mediorientale-simil-country lasciano spazio agli AddobbiNatalizi.
Gli AddobbiNatalizi non sono semplici addobbi natalizi, ma rappresentano il truce buco nero del gusto estetico dell’Occhio, tanto da far scatenare in famiglia la famigerata esclamazione:”No..gli AddobbiNatalizi…dio perchè ci hai abbandonato…?“, accompagnata solitamente da un brivido lungo la schiena e temporaneo offuscamento della vista.
Questo perchè la pratica dell’AddobboNatalizio si accompagna a uno stage sul campo di almeno 40 ore alla ricerca di nuovi AddobbiNatalizi, che ogni anno sfidano il peso specifico dell’albero di Natale che io, lo so, un giorno mi guarderà sconsolato e poi stramazzerà a terrà, come il cavallo morto di fame di Rossella O’Hara in Via col Vento.
Per farvi capire il dramma che si perpetra ogni anno in casa mia vi elenco la serie di ninnoli che la popolano:

-categoria “evangelizzare è il nuovo nero: tutti lo usano, ma pochi sanno come valorizzarlo“:
ovvero angeli, angeli in ogni dove, che è paradossale, a pensarci bene. Stima: 10;

-categoria “candles in the wind“:
ci sono talmente tante candele che l’uso dell’elettricità è superfluo. Stima: 15 + un pacco di candele dorate sciolte in un cassetto, ma non le conto va là!

-categoria “la signora delle palle“:
bocce da appendere all’albero e bocce con l’acqua e la neve finta che mi fanno sentire come un elefante in una cristalleria. Stima: 20 in evoluzione;

-categoria “a babbo morto“:
teste di babbi a pioggia e babbi impiccati ovunque perchè hanno perso la ventosa col nastrino. Stima: 11;

-categoria “let it snow“: pupazzi di neve, fiocchi di neve e stelle di varia foggia e materiale. Stima: 19.

-categoria “non pervenuto“:
quell’insieme di cianfrusaglie non meglio classificabili tipo piatti di ceramica con immagini natalizie, mug e tazze con immagini natalizie, tovaglie di bellezza con immagini natalizie, portacandele a forma di immagini natalizie, stelle di Natale, striscioni benauguranti. Stima: N/A

La vestizione dell’albero ha portato via due ore buone e un consistente numero di calorie, ma considerando che quest’anno l’indigenza ridurrà di molto i doni, se non altro avremo qualcosa da ammirare la mattina di Natale assieme al “Canto di Natale di Topolino” e a “The Muppet Christmas Carol” (opportunamente scaricati dal torrente visto che la tv italiana lascia ampiamente a desiderare), perchè sono un po’ vintage e un po’ infantile.

Ad maiora.

Tappetando

Mmmm.

Stamattina fa un freddo cane, della serie che mi si congelano anche le unghie dei piedi, ma essendo desperate housewife mode:on devo per forza uscire sul terrazzo prendere la scopa e fare quello che ogni casalinga che si rispetti non farebbe mai, ovvero nascondere la sporcizia sotto i tappeti, e non ditemi che non lo avete mai fatto, ma non vi preoccupate ci sono io ad ammetterlo per tutti voi, perchè ho il culo pesante e di prendere l’aspirapolvere e sbattere tutti gli 800 tappeti non ne ho la minima voglia.

In casa mia ci sono più tappeti che persone, più tappeti che capelli, più tappeti che caccole. Sembra la dimora di Aladdin. Colpa dell’ Occhio di Sauron e del suo amarcord della mezza luna fertile, ove ogni centimetro calpestabile è foderato di tappeti e kilim. In questo trilocale semiarredato si contano ben 11 tappeti e ogni santa mattina la procedura consiste nel prenderli sbatterli e rimetterli al loro posto, una delle cose più insopportabili e odiose che possano esistere soprattutto se fatte sotto la pupilla psicotica dell’Occhio di Sauron. E ovviamente tocca a me sorbirmi il rituale, essendo attualmente disoccupata e dalla salute precaria. Se non altro tutto questo abbondare di drappi misto lana mi consente di non usare le odiatissime ciabattemoppinepattine.

Essendo che sono nel mio periodo Joe Rotto mi sa che sarò più cinica e truce, nonchè intollerante. Avete presente le classiche stronze con il sopracciglio destro perennemente alzato? Ecco.

[Mio padre ha appena trovato un verme nella vasca da bagno e si chiede da dove sia entrato – siamo al terzo piano e il verme è vivo.]

Tutto questo per dirvi che sono tornata e più cattiva di prima.

Ad maiora.

 

[Featured image]

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Sull’orgoglio carboidrato & il potere della libera informazione

E’ giunto il momento di un nuovo post su questo dannato blog.

L’autunno è iniziato, dicono che domani nevica e io sto concludendo la mia settimana di CHO free. Lunedì ho avuto un incontro al vertice con il mio organismo, che mi ha gentilmente riferito che tutto lo sport che sto facendo (corsa e cyclette a giorni alterni) non servirà a un beneamato cazzo e che continuerà a gonfiarsi come un tacchino nel giorno del Ringraziamento, per cui mi ha consigliato di mettermi il cuore in pace e deporre contachilometri e musica coatta da sessione cardio e lasciarmi invadere dai carboidrati come Will Smith con gli zombie nella scena finale di Io sono leggenda.

Ho riabbracciato lasagne, pizza  e perfino i gli Abbracci della Mulino Bianco come i cani abbracciano i reduci dall’ Iraq (mi piace la parola abbraccio). Lacrime e sangue.

E poi essendo che non sono stata invitata a nessuna festa di Halloween perchè sono socialmente un relitto, non solo posso scrivere freddure acide su Faccialibro, ma anche spingere un mio amico ad accompagnarmi al cinema a vedere horror movie, per poi costringerlo ad ammettere che si caga addosso più di me e quindi non ci andrà mai, farlo sentire in colpa, e poi rifiutare sprezzantemente il suo invito di riparazione per lo stesso film.

In tutto cio’ l’altra notte in preda a un attacco di Villaggio globale acuto, ho deciso di dare il mio contributo al mondo e ampliare le conoscenze di tutti voi attraverso Wikipedia.

Ho deciso di migliorare un articolo, nella fattispecie la biografia di Lorenzo Patanècompletandolo in questo modo. Sicuramente vi ricorderete di lui…chi di voi non ha passato intere serate a struggersi sul travagliato destino di Laura Mahler e Alexander Saalfeld, mentre il fratello Robert (aka Lorenzo per l’appunto) rosicava nelle cucine e meditava vendetta? Ebbene non potevo ignorare il totale disinteresse nei confronti della carriera di questo attore, recentemente convertito a Youtube, un professionista a tutto tondo.

Mentre compilavo il format su Wikipedia con i vari </ b>, </ a>,  </ i>, mi sentivo parte di qualcosa di grande.

Avrei voluto pisciare sul pavimento mentre cantavo I’m a bitch I’m a lover (che tutti pensano sia di Alanis Morrisette ma no, è di Meredith Brooks), vedevo le mie parole virtualmente stampate, ero talmente eccitata che ho ricontrollato 20 volte di non aver fatto errori, poi colta dal mio solito delirio di onnipotenza ho fatto parentesiquadra-parentesitonda e ho pure inserito un hyperlink per rendere la cosa ancora più seria. Mi sentivo un programmatore della Apple, uno di quelli superfighi pagati un triliardo di euro al mese, che vanno in giro in infradito e si muovono attraverso scivoli dai colori optical, a PaloAlto (che solo a me ricorda il telefilm Felicity? Ah le belle vecchie serie anni ’90 che non ci sono più, dove per alzare lo share i protagonisti non dovevano prendersi il cancro o sposarsi ubriachi ogni settimana…).

Mi sono tremate le ossa solo nel momento in cui un pop-up mi avvisava che cliccando su “prosegui” mi sarei presa personalmente carico delle informazioni appena inserite e che in caso di falsa testimonianza sarei stata passibile di persecuzione penale. Ma ho rischiato. Per Lorenzo Patanè questo e altro.

Ps: ieri notte ho sognato che un uragano ci colpiva  mentre facevo il bagno al lago (da notare il fatto che non so nuotare) con un costume intero nero anni ’60; un’onda anomala colpiva il molo e io ero l’unica sopravvissuta (una provvidenziale quanto improbabile bolla d’aria mi salvava). Stamattina (vabbè erano le 11) mi sveglio e leggo questo articolo e quest’altro. Traete voi le conclusioni, ormai io non ho più parole.

DailyDaddy: Padre:”Ma tu ti fai l’autopalpazione?”
Io:”No”
Padre:”E perchè?”
Io:”Perchè mi dimentico”
Padre:”Ecco, vai di là a farla allora”.

Ad maiora.